Rubato il triciclo del nonno, era la gioia delle nipotine

Rubato il triciclo del nonno, era la gioia delle nipotine

Appello commosso sui social: “Ridatecelo, vi prego”

CITTÀ DI CASTELLO – È stato rubato il triciclo rosso acquistato dal nonno per le sue due nipotine, e diventato per loro un compagno inseparabile di giochi e sorrisi. Il mezzo, regolarmente legato sotto casa, è sparito nel nulla. Un furto che ha provocato profondo dolore nella famiglia e che ha spinto Luigi Bartolini, nonno delle bambine e noto cittadino tifernate, a lanciare un accorato appello tramite il proprio profilo Instagram: un messaggio rivolto direttamente a chi ha preso l’oggetto, affinché venga restituito.

Il triciclo, riconoscibile per la sua struttura in alluminio e le tre ruote pensate per dare stabilità, ha un cestello posteriore dove la cagnolina Hop si accomodava per seguire le brevi escursioni. Melissa e Lea, le due cuginette, si alternavano alla guida, accompagnate sempre dallo sguardo vigile e amorevole del nonno. Le uscite con quel triciclo erano diventate un rituale quotidiano fatto di gioco, affetto e libertà.

Bartolini, volto noto in città per il suo passato da consigliere comunale e per l’impegno nella vita associativa del rione Prato, ha reagito con smarrimento alla scoperta dell’assenza del mezzo, salvo poi attivarsi subito con la denuncia alle autorità competenti. Ma non si è fermato lì: ha scelto di usare i social per cercare di toccare la coscienza di chi potrebbe aver agito senza pensare alle conseguenze del gesto.

Il triciclo era stato acquistato in un momento difficile della vita del nonno, con l’intenzione di offrire alle nipotine uno strumento di gioco ma anche di unione. Da allora, era diventato simbolo di legami familiari forti e di momenti condivisi, in cui le piccole guidavano fiere e sorridenti, seguite dalla cagnolina nel cestello e spinte dall’energia dell’affetto di chi le accompagnava.

Per questo, al di là del valore economico modesto, il furto ha colpito il cuore della famiglia. Quel triciclo rappresentava molto di più: era un pezzo di vita quotidiana, un punto di riferimento, un oggetto carico di memoria emotiva. Per le bambine, ogni giro con il nonno era un viaggio speciale; per lui, un modo per stare accanto a loro, per aiutarle a crescere tra risate e libertà.

Il dolore più grande ora è quello di dover dire alle bambine che quel loro compagno di giochi non c’è più. “Non mi do pace, non so come dirlo a Melissa e Lea”, ha scritto Bartolini nel suo appello. La speranza è che chi ha portato via quel triciclo – forse senza rendersi conto del legame che rappresentava – possa decidere di restituirlo.

Nessun gesto eclatante, nessuna rabbia, solo parole pacate ma cariche di emozione. Un richiamo alla coscienza di chi può aver agito per superficialità o per un momento di leggerezza, ma che ora ha la possibilità di rimediare. Il post pubblicato dal nonno ha già suscitato reazioni di sostegno e condivisioni, a testimonianza di quanto la storia abbia colpito la comunità locale.

Nel frattempo, il triciclo resta disperso. Ma resta anche la speranza che possa tornare al suo posto, lì dove ogni giorno era pronto per un nuovo viaggio con due bambine felici e un nonno che, attraverso quel semplice mezzo a tre ruote, cercava solo di regalare loro un ricordo felice.

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