Ricostruzione sisma 2023, incontro a Sant’Orfeto per fare il punto dopo tre anni

Nuovi progetti, fondi e procedure per accelerare lavori

La ricostruzione sisma entra nella fase operativa nei territori colpiti dal terremoto del 9 marzo 2023 tra Umbertide, Gubbio e Perugia. Nel terzo anniversario dell’evento che provocò danni a edifici e abitazioni, istituzioni e comunità locali si sono riunite al Cva di Sant’Orfeto per fare il punto sullo stato degli interventi e sulle prossime tappe del processo di ricostruzione.

L’incontro ha visto la partecipazione del Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, del sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, oltre ai sindaci dei territori interessati e ai rappresentanti del Comitato Rinascita 9 Marzo.

Tre anni dopo il terremoto

A tre anni dal sisma, l’obiettivo dichiarato dalle istituzioni è quello di accelerare le procedure e portare avanti una ricostruzione rapida ed efficace. La presidente della Regione ha sottolineato come la fase emergenziale sia stata superata e come il percorso per il ritorno alla normalità sia ormai avviato.

Il lavoro congiunto tra la struttura commissariale, l’Ufficio speciale ricostruzione della Regione Umbria, i Comuni coinvolti e il Comitato civico nato dopo il terremoto ha permesso di definire le priorità operative e di avviare i primi interventi concreti.

Nonostante i passi avanti, restano ancora numerose famiglie che non sono rientrate nelle proprie abitazioni. Secondo le stime aggiornate, oltre 200 nuclei familiari vivono ancora fuori casa in attesa della ricostruzione degli edifici danneggiati.

Oltre 430 milioni per la ricostruzione privata

I numeri illustrati durante l’incontro delineano un intervento di grande portata. Per la ricostruzione privata sono previsti circa 380 interventi, con un fabbisogno economico stimato in oltre 430 milioni di euro.

Sul fronte della ricostruzione pubblica sono invece programmati 34 interventi, per un valore complessivo superiore ai 40 milioni di euro. Tra i primi lavori che partiranno figurano quelli relativi ai beni ecclesiastici, i primi per i quali sono state presentate le domande e completate le procedure preliminari.

Nuove procedure digitali per le domande

Uno degli strumenti chiave della nuova fase operativa è la piattaforma digitale Ge.Di.Si., attiva dal 27 febbraio 2026. Il sistema consente ai tecnici incaricati di presentare le domande di contributo per la ricostruzione degli edifici privati.

La digitalizzazione delle procedure rappresenta un passaggio fondamentale per velocizzare l’iter amministrativo e garantire maggiore trasparenza nella gestione delle pratiche.

Le scadenze operative sono già state definite. Entro il 31 marzo 2026 dovranno essere presentate le domande per mantenere il Contributo per il disagio abitativo, mentre entro il 30 giugno dovrà essere inserito nella piattaforma l’incarico al tecnico che seguirà i lavori.

Il termine per caricare il progetto definitivo di ricostruzione è invece fissato al 31 dicembre 2026.

Sostegno alle famiglie sfollate

Parallelamente alle attività di ricostruzione, continua il sostegno alle famiglie costrette a vivere fuori dalle proprie abitazioni. Dal 1° gennaio 2026 il tradizionale Contributo di autonoma sistemazione (Cas) è stato sostituito dal Contributo per il disagio abitativo (Cda), pensato per offrire un supporto più mirato ai cittadini colpiti dal terremoto.

Le risorse per questo sostegno sono state trasferite ai Comuni per garantire l’erogazione fino alla fine di marzo, mentre sono in corso le procedure per assicurare la copertura finanziaria fino a settembre 2026.

Obiettivo ricostruzione rapida

La struttura organizzativa della ricostruzione è stata rafforzata anche attraverso la riorganizzazione dell’Ufficio speciale ricostruzione Umbria, con un ampliamento dei servizi dedicati ai sismi del 2016 e del 2023.

L’estensione al terremoto del 2023 delle procedure straordinarie già applicate per il sisma del Centro Italia rappresenta uno degli strumenti individuati per semplificare le pratiche e ridurre i tempi.

Il traguardo indicato dalle istituzioni è chiaro: accelerare al massimo il processo di ricostruzione, restituendo case e servizi alle comunità colpite nel minor tempo possibile.

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