Premio Castello, vince Christof Petr nella sezione speciale

A Città di Castello premiati i racconti dei detenuti italian

È Christof Petr, recluso nella casa di reclusione di Parma, il vincitore della sezione speciale del Premio Letterario Castello 2025, la prima in Italia dedicata ai detenuti e alle detenute di tutti gli istituti penitenziari. La sezione, intitolata “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, ha premiato il suo racconto “L’errore, la scoperta, la cura”, definito dalla giuria un testo di forte intensità narrativa. Nel documento si legge: “Dentro quell’errore c’era una porta. E qualcuno ebbe il coraggio di aprirla”.

Al secondo posto Katarzyna Monika Strzalka, della Giudecca di Venezia, con “Passi”. Terzo posto ex aequo per un autore anonimo della casa di reclusione di Enna con “Il mio mondo altrove” e per Natascia Cordaro, detenuta a Latina, con “Uguaglianza”. Ai penitenziari dei vincitori andranno libri destinati alle biblioteche interne.

La cerimonia si è svolta nella sala consiliare di Città di Castello, alla presenza di numerose autorità nazionali e regionali: la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, la presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno, il senatore Walter Verini, rappresentanti del Ministero della Giustizia, della Regione Umbria e della Società Dante Alighieri. Due autori hanno partecipato in videocollegamento, raccontando la propria esperienza in momenti particolarmente intensi.

Il progetto, promosso dall’Associazione Tracciati Virtuali in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Società Dante Alighieri, è stato definito un modello nazionale di inclusione culturale. Il direttore generale del DAP, Ernesto Napolillo, ha ricordato che “queste iniziative sono fondamentali nella rieducazione del detenuto”, mentre Rossomando ha richiamato il valore costituzionale della funzione rieducativa della pena.

Il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla cultura Michela Botteghi hanno parlato di “pagina indelebile di civiltà”, sottolineando la partecipazione delle scuole e il valore sociale del premio. Il presidente della giuria, Alessandro Masi, ha evidenziato l’importanza di dare voce a chi vive “una condizione diversa”, mentre Verini ha definito la sezione speciale “una luce in un sistema penitenziario in grave sofferenza”.

All’edizione 2025 hanno partecipato 81 opere provenienti da 38 istituti penitenziari

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