Il successo di Pinheiro Braathen rivive a Città di Castello
Non capita tutti i giorni che il podio di una competizione a cinque cerchi venga calcato da un uomo con un pennello al posto degli sci. Eppure, l’estetica del gesto atletico ha trovato la sua consacrazione definitiva attraverso il talento di Maurizio Rapiti, protagonista di una sfida creativa senza precedenti lanciata dai canali social ufficiali del Comitato Olimpico Internazionale. Con una platea digitale di oltre 16 milioni di utenti, la pagina Instagram “Olympics” ha trasformato il pubblico in una giuria d’eccezione, chiamata a scegliere l’istante sportivo destinato a restare immortale sulla tela. La scelta è ricaduta con forza sull’esultanza di Lucas Pinheiro Braathen: il suo oro nello slalom gigante non ha rappresentato solo un successo personale, ma il primo, storico gradino più alto del podio per il Brasile nella storia dei Giochi invernali.
Affidare la memoria di un evento così iconico a un artista ha richiesto un coraggio pari a quello di un discesista. Maurizio Rapiti ha accettato l’incarico con una pressione cronometrica asfissiante: appena trentasei ore per metabolizzare l’immagine, studiarne la composizione e tradurla in un’opera compiuta. Il processo creativo, documentato passo dopo passo e poi condiviso globalmente, ha mostrato come la tecnica pittorica possa emulare l’intensità della gara. Rapiti ha descritto l’esperienza come un mix di gratificazione e complessità, sottolineando come la responsabilità verso la storia sportiva brasiliana sia stata il motore principale per superare le difficoltà tecniche previste. Secondo l’artista, il parallelismo tra sport e arte è totale: in entrambi i campi è necessario sfidare i propri limiti e mettersi costantemente in gioco per evolvere non solo professionalmente, ma anche sul piano umano, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello.
Maurizio Rapiti: nato nel 1985 a Sansepolcro, ha appreso i segreti del mestiere nella bottega del padre, rinomato copista. Quel periodo, trascorso tra i cosiddetti “falsi d’autore”, è stato fondamentale per acquisire una padronanza tecnica fuori dal comune, che l’artista ha poi saputo declinare in un linguaggio personale e contemporaneo. Dal 2017, la sua ricerca si è concentrata sulla reinterpretazione dei grandi maestri del passato, osservati però attraverso una lente ironica e disincantata. Le sue opere, pur mantenendo un rigore formale impeccabile, nascondono una critica sottile ai paradossi della modernità, utilizzando il piacere estetico come un ponte per dialogare con l’osservatore attento. Oltre alle tele tradizionali, Rapiti è noto per il suo impegno nella Poster Art urbana, un modo per democratizzare l’arte rendendola accessibile lungo le strade quotidiane. Il successo olimpico è solo l’ultimo tassello di un mosaico che vede Rapiti protagonista nelle collezioni di tutto il mondo. Dopo aver conquistato il pubblico americano nel 2025 presso il museo di Las Cruces nel New Mexico con la rassegna “Engaging Masters”, l’artista si prepara ora a riabbracciare le sue origini. Dal 18 aprile al 3 maggio, il Palazzo del Podestà di Città di Castello ospiterà una sua importante esposizione personale, organizzata sotto l’egida del Lions Club Tiferno.
Il sindaco Luca Secondi e l’assessore Michela Botteghi hanno espresso profondo plauso per il traguardo raggiunto, evidenziando come la risonanza mediatica di questo progetto contribuisca a promuovere l’immagine di un territorio che, tra Rinascimento e contemporaneità, continua a essere un centro pulsante di cultura e innovazione artistica su scala globale.

Commenta per primo