Dimensionamento blocca le scuole: ricorso del Comune al Tar

Dimensionamento blocca le scuole: ricorso del Comune al Tar

 L’ente sfida il decreto ministeriale per Città di Castello

Dimensionamento scolastico, la battaglia legale entra nel vivo. Il Comune di Città di Castello ha formalizzato il proprio fermo no alla riorganizzazione degli istituti, depositando un ricorso dettagliato presso il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria. L’atto, curato dal legale incaricato Francesco A. De Matteis, punta a scardinare le decisioni assunte dal Commissario ad acta, il dottor Pellecchia. La nomina del commissario, avvenuta tramite delibera del Consiglio dei Ministri, aveva portato all’emanazione dei decreti numero 60 e 62 nel gennaio 2026. Questi provvedimenti sono ora al centro della disputa giudiziaria che scuote il panorama educativo locale, come riporta il comunicato stampa di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello.

Difesa del diritto allo studio e territorio

L’azione legale non rappresenta un’iniziativa isolata, ma il culmine di un percorso di opposizione avviato già nel 2023. L’Amministrazione comunale ribadisce con forza che le misure imposte dall’alto risultano insostenibili per la struttura sociale e logistica del territorio. Il fulcro del ricorso risiede nella necessità di preservare l’integrità della comunità scolastica. Tagli e accorpamenti, secondo la tesi difensiva, minerebbero le fondamenta stesse del sistema educativo, penalizzando studenti e famiglie in nome di una logica puramente burocratica.

Attesa per il verdetto delle misure cautelari

Oltre all’annullamento degli atti, il Comune ha richiesto l’adozione di provvedimenti cautelari urgenti. L’obiettivo è sospendere immediatamente l’efficacia dei decreti per evitare che la macchina organizzativa del prossimo anno scolastico parta sotto il segno di una riforma contestata. La discussione di tale istanza è attesa entro il mese di marzo 2026. In questo scenario, il Tar Umbria dovrà valutare se sussistono i presupposti di gravità e urgenza per congelare il piano commissariale. La decisione dei giudici amministrativi segnerà un punto di svolta per il futuro delle scuole nell’area tifernate.

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