Cartografia e Leonardo: il legame con i Vitelli si rinnova

Cartografia e Leonardo: il legame con i Vitelli si rinnova

 Un successo il debutto del ciclo di studi a Città di Castello

CITTÀ DI CASTELLO, 25-03-2026 – L’interesse per la dinastia dei Vitelli si conferma un pilastro dell’identità locale, capace di attirare un pubblico numeroso e qualificato. Nei giorni scorsi, la dimora storica di Sant’Egidio ha ospitato il primo appuntamento di un nuovo percorso culturale focalizzato sulla cartografia leonardesca e il suo rapporto con la celebre signoria rinascimentale. L’evento, frutto della sinergia tra l’Associazione Palazzo Vitelli, l’amministrazione comunale e la Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, ha permesso di rileggere sotto una nuova luce le interazioni tra il genio di Vinci e il potere politico dell’epoca.  Le relazioni tecniche fornite dagli esperti hanno messo in luce dettagli inediti sulla permanenza del Maestro in queste terre. L’ingegner Giovanni Cangi ha analizzato meticolosamente la produzione cartografica realizzata da Leonardo tra il 1502 e il 1503, periodo in cui l’artista-scienziato si dedicò alla rappresentazione del bacino altotiberino. Di particolare rilievo appare la precisione con cui Leonardo delineò il corso del Tevere e le fortificazioni urbane di Città di Castello, offrendo una testimonianza visiva che oggi funge da documento fondamentale per lo studio dell’evoluzione urbanistica. Le mappe non erano semplici esercizi artistici, ma strumenti strategici legati alla conoscenza del territorio e alle sue potenzialità difensive e produttive.

Oltre alla pura descrizione geografica, il convegno ha esplorato i progetti ambiziosi che legavano le competenze di Leonardo agli interessi economici dei Vitelli. Santino Gallorini ha illustrato la “visione geniale” relativa a un imponente intervento idraulico che prevedeva la deviazione del torrente Cilone. Tale opera avrebbe dovuto bonificare e potenziare l’area del lago di Brolio, con ricadute dirette sui possedimenti del casato. Parallelamente, il professor Ivo Biagianti ha inquadrato storicamente la presenza della famiglia a Castiglion Fiorentino, evidenziando come le dimore signorili non fossero solo abitazioni, ma veri centri di comando e ospitalità per i massimi ingegni del tempo.

Il coordinamento di Marco Conti ha ribadito la volontà di rendere il comune tifernate un laboratorio permanente sulla divulgazione del Rinascimento umbro. Gli interventi istituzionali di Fabio Nisi, Michela Botteghi e Alessandro Leveque hanno confermato che la storia dei Vitelli rappresenta una risorsa attuale per il marketing territoriale e la crescita culturale. Questo ciclo di conferenze si pone dunque come un ponte tra il prestigio passato e le ambizioni future della città, garantendo una fruizione del patrimonio che non sia solo celebrativa ma scientificamente rigorosa, come riporta il comunicato di Marco Baruffi.

La capacità di Leonardo di interpretare il paesaggio continua a offrire spunti di riflessione sulla gestione delle risorse idriche e sulla pianificazione del territorio, temi ancora oggi di estrema rilevanza per la comunità.

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