Dimensionamento scolastico, cresce la protesta a Città di Castello

Dimensionamento scolastico, cresce la protesta a Città di Castello

Genitori e cittadini chiedono chiarezza sulle decisioni

Dimensionamento scolastico – La pubblicazione del decreto firmato dal commissario ad acta il 28 gennaio ha acceso un fronte di contestazione sempre più ampio a Città di Castello. Il provvedimento dispone l’accorpamento dell’istituto “Alighieri‑Pascoli” ai due circoli didattici cittadini, una scelta che comporterà la riduzione dei dirigenti scolastici, del personale amministrativo e degli operatori A.T.A., con ricadute immediate sull’organizzazione interna e sulla qualità del servizio. Nella locandina diffusa dai genitori, che annuncia una mobilitazione pubblica in via Ferrer, campeggia un messaggio netto: “No al dimensionamento scolastico”.

Impatto sulla gestione e sulla sicurezza

La prospettiva di una dirigenza unica viene percepita come un fattore di rischio per la capacità delle scuole di rispondere ai bisogni educativi delle diverse fasce d’età. Con plessi distribuiti sul territorio e un carico gestionale già elevato, la concentrazione delle responsabilità potrebbe rallentare la presa in carico delle emergenze quotidiane, rendendo più complessa la supervisione delle attività e la gestione della sicurezza.

Gli operatori temono che l’assenza di figure dedicate in ogni istituto possa tradursi in ritardi nelle comunicazioni interne, minore presenza nei momenti critici e difficoltà nel coordinamento delle attività didattiche. Una scuola che perde presidio rischia di perdere anche capacità di prevenzione e tempestività nelle decisioni operative.

Relazione scuola–famiglia e continuità educativa

Tra le preoccupazioni più ricorrenti emerge il timore di un indebolimento del rapporto diretto tra famiglie e istituzioni scolastiche. Con meno personale e una dirigenza distribuita su più sedi, i tempi di risposta potrebbero allungarsi, rendendo più difficile attivare rapidamente progetti educativi, percorsi personalizzati o interventi mirati per studenti con bisogni specifici.

La continuità didattica, già messa alla prova da anni di turnazioni e carenze di organico, rischia di subire un ulteriore contraccolpo. La riduzione del personale amministrativo potrebbe rallentare procedure essenziali, mentre l’assenza di un riferimento stabile in ogni plesso potrebbe compromettere la programmazione a lungo termine.

Una situazione aggravata dalla mancanza della sede Alighieri

Il quadro è reso ancora più fragile dalla condizione dell’edificio della Dante Alighieri, demolito e in attesa di ricostruzione. L’assenza di una sede fisica costringe studenti e insegnanti a una gestione provvisoria che richiede coordinamento costante, spazi adeguati e una presenza amministrativa puntuale.

In questo contesto, l’accorpamento rischia di amplificare criticità già note: spostamenti complessi, logistica precaria, necessità di supporto continuo per garantire sicurezza e qualità dell’insegnamento. La comunità scolastica teme che un ulteriore ridimensionamento possa compromettere la capacità di affrontare un periodo già segnato da incertezze strutturali.

Mobilitazione dei genitori e richiesta di dialogo

La locandina diffusa nelle ultime ore annuncia una manifestazione pubblica fissata per domenica 1 febbraio alle ore 11 in via Ferrer. I genitori invitano l’intera cittadinanza a partecipare, denunciando l’assenza di un confronto istituzionale e la mancanza di un piano organico che accompagni la riorganizzazione.

La domanda che circola tra famiglie, insegnanti e operatori è semplice e diretta: perché procedere senza un percorso condiviso, senza una strategia approvata e senza un dialogo trasparente con chi vive quotidianamente la scuola?

La protesta nasce da qui, da un senso diffuso di esclusione dalle decisioni e dalla convinzione che un cambiamento così profondo debba essere costruito insieme alla comunità educativa, non imposto dall’alto.

Città di Castello: Protesta contro accorpamento scuole

Giorno: Domenica 01 febbraio 2026

Orario di inizio: 11:00

Luogo: Via Ferrer, Città di Castello (PG), Italia

La comunità scolastica di Città di Castello contesta il decreto del commissario ad acta
che accorpa l’istituto “Alighieri‑Pascoli” ai due circoli didattici cittadini. Genitori e
cittadini denunciano tagli al personale, rischi per la continuità didattica e difficoltà
nella gestione quotidiana delle scuole. La mobilitazione nasce per chiedere chiarezza,
dialogo e un piano condiviso prima di procedere con cambiamenti così profondi.

Descrizione evento:
Incontro pubblico promosso dai genitori per discutere le conseguenze dell’accorpamento
scolastico, i tagli al personale e l’impatto sulla continuità educativa. Partecipano
famiglie, docenti e cittadini per avviare un confronto aperto sulle scelte istituzionali
e sulle criticità legate alla riorganizzazione degli istituti.

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