Dimensionamento scolastico: Citta di Castello insorge contro i tagli

Dimensionamento scolastico: Citta di Castello insorge contro i tagli

Il governo colpisce le scuole a Città di Castello 

CITTÀ DI CASTELLO, 28 gennaio 2026 – Una scure burocratica si abbatte sul sistema educativo locale, scatenando una reazione istituzionale senza precedenti. Il sindaco Luca Secondi e l’assessore alle politiche scolastiche, Letizia Guerri, hanno espresso una durissima condanna a seguito della comunicazione ufficiale dell’Ufficio Scolastico Regionale riguardante la riorganizzazione delle direzioni didattiche. Secondo i vertici del Comune, al danno subito negli anni si aggiunge oggi una vera e propria “beffa”: la manovra, calata dall’alto tramite un commissario di nomina governativa, non farebbe altro che esasperare la fragilità di un comparto già segnato dall’abbandono e da responsabilità gestionali di livello nazionale. Le istituzioni locali annunciano battaglia, promettendo di opporsi in ogni sede a quella che viene definita una scelta umiliante e priva di qualunque logica territoriale, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello.

La critica mossa dall’amministrazione entra nel dettaglio dei numeri, evidenziando l’assurdità tecnica del provvedimento. Le direzioni didattiche che il piano mira a eliminare gestiscono attualmente circa 800 studenti ciascuna, una massa critica che giustificherebbe ampiamente il mantenimento dell’autonomia. L’accorpamento forzato, volto teoricamente al risparmio, rischierebbe invece di generare veri e propri “mostri amministrativi”. Si tratta di istituti comprensivi elefantiaci, difficili da coordinare e lontani dalle reali necessità pedagogiche. Invece di intervenire dove i numeri sono realmente esigui, la riforma colpisce strutture sane e funzionanti, trasformando la gestione quotidiana in un labirinto di complessità burocratica che ricadrà inevitabilmente sulla qualità del servizio offerto a ragazzi e famiglie.

Il caso limite che evidenzia l’illogicità della manovra è rappresentato dall’istituto Alighieri-Pascoli. La storia recente della scuola è già segnata da una fusione passata tra le due storiche dirigenze, ma il nuovo piano di dimensionamento scolastico punta paradossalmente a dividerle nuovamente in due comprensivi distinti. La realtà dei fatti, tuttavia, smentisce la carta: il plesso della “Dante” è attualmente inesistente, costringendo l’intera popolazione scolastica a convivere in un’unica struttura. In un edificio originariamente pensato per ospitare i 300 alunni della Pascoli, oggi si ritrovano ammassati oltre 650 studenti, con classi dislocate in sedi esterne e una gestione della sicurezza che rasenta l’impossibile. Reintrodurre due dirigenze diverse sotto lo stesso tetto, in assenza di spazi fisici separati, appare come una decisione puramente teorica e priva di senso pratico. La resistenza istituzionale continuerà per evitare che la scuola pubblica venga sacrificata sull’altare di tagli lineari e irragionevoli.

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