Tiberfest 2026, tutto esaurito al Museo Malakos 

Tiberfest 2026, tutto esaurito al Museo Malakos 

Festival di cultura e musica al Museo Malakos 

Città di Castello, 8 giugno 2026 – Il Tiberfest 2026 ha trasformato il Museo Malakos in un polo di aggregazione culturale, con una giornata intera dedicata a arte, natura e musica. Sabato 6 giugno 2026, dalle 10 del mattino fino a mezzanotte, la storica villa con il suo parco secolare è stata animata da un flusso continuo di persone. Il festival, organizzato direttamente dal museo, ha registrato il tutto esaurito, confermando la capacità dell’iniziativa di attrarre residenti, visitatori e turisti. Il pubblico, eterogeneo per età e interessi, ha trovato un programma costruito per favorire la partecipazione attiva e la condivisione di esperienze. Fin dall’apertura, l’evento ha puntato su un intreccio tra benessere, ambiente e cultura. La cornice naturale del parco ha offerto uno scenario ideale per attività all’aria aperta, mentre gli spazi interni della villa hanno ospitato laboratori e momenti di confronto. In questo modo, il Tiberfest ha valorizzato sia il patrimonio del museo sia il territorio lungo il Tevere, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello.

Mattina tra yoga e natura lungo il Tevere

La giornata è iniziata con una sessione di yoga nel parco guidata da Paola Gallini, pensata per creare un clima di calma e concentrazione. La pratica, aperta a partecipanti di diversi livelli, ha contribuito a impostare il tono della manifestazione, orientato al benessere e alla cura di sé. Subito dopo, il programma si è spostato lungo il fiume con una passeggiata naturalistica dedicata al fototrappolaggio. L’attività, curata dall’associazione Sterco_rari, ha permesso ai partecipanti di conoscere tecniche di osservazione della fauna e di riflettere sul rapporto tra comunità umana e ambiente fluviale. Queste prime proposte hanno messo in evidenza il legame tra il Museo Malakos e il paesaggio del Tevere, sottolineando come il festival nasca anche dall’esigenza di raccontare il territorio. Il coinvolgimento di professionisti e associazioni specializzate ha garantito contenuti rigorosi e accessibili.

Pomeriggio tra laboratori, poesia e giochi di ruolo

Nel pomeriggio il Tiberfest 2026 ha ampliato l’offerta con un fitto calendario di attività culturali e laboratoriali. Il laboratorio di poesia terapia condotto da Greta Polchi ha proposto un uso creativo della parola come strumento di espressione e rielaborazione emotiva. Parallelamente, il salottino letterario “I no delle rivoluzionarie!”, a cura dell’associazione il Casottino, ha aperto uno spazio di riflessione sui temi del rifiuto, dell’autodeterminazione e delle pratiche di cambiamento sociale, con un linguaggio contemporaneo e inclusivo.

Nel parco, l’associazione Peter Pan ha organizzato sessioni di giochi di ruolo, offrendo ai partecipanti la possibilità di sperimentare narrazioni condivise e dinamiche di gruppo. All’interno della villa, il Museo Malakos ha proposto un atelier creativo per adulti, dedicato alla produzione artistica e alla scoperta dei materiali. Durante tutto il pomeriggio, il parco si è trasformato in uno spazio aperto di incontro grazie alla presenza degli artisti Giulia Mazzasette, Leonardo Arcipreti, Sundari Gnocchi e Carlo Morte Secca, insieme all’artigiana del bosco e ai giochi di legno dell’associazione Fuori Zucca APS. L’insieme di queste presenze ha contribuito a creare un’atmosfera accogliente, capace di coinvolgere persone di ogni età.

A partire dalla serata, il Tiberfest 2026 ha lasciato il centro della scena alla musica dal vivo. Sul palco allestito nel parco del museo si sono alternate le esibizioni di Cande, NOVENOVE+555 Crew, Delia, Eremo e Le Scimmie Eclettiche. Le performance hanno offerto una vetrina significativa alla scena artistica locale, con generi e linguaggi diversi che hanno dialogato con il pubblico fino a mezzanotte. Il parco del Museo Malakos si è così trasformato in un luogo di aggregazione, dove la musica ha favorito la socialità e la condivisione. La scelta di puntare su artisti e gruppi legati al territorio ha rafforzato l’obiettivo del festival di mettere in rete energie creative, associazioni e realtà culturali. In questo modo, la programmazione musicale ha completato il quadro di una giornata costruita su collaborazione e partecipazione.

L’accesso libero alle attività ha sottolineato il valore della cultura come diritto e opportunità per l’intera comunità. In un contesto in cui la partecipazione culturale può essere ostacolata da barriere economiche o sociali, il festival ha scelto un modello aperto, capace di coinvolgere pubblici diversi e di favorire l’incontro tra persone, esperienze e sensibilità differenti.

L’edizione 2026 ha confermato il Museo Malakos come luogo di conservazione e divulgazione scientifica, ma anche come produttore culturale attivo. Il Tiberfest 2026 a Perugia si è affermato come appuntamento di riferimento per chi cerca contenuti di qualità, linguaggi contemporanei e un modo inclusivo di vivere la cultura.

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