Città di Castello, Phil Grabsky in pinacoteca per girare le immagini dello stendardo della Trinita’ di Raffaello

 
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Città di Castello, Phil Grabsky in pinacoteca per girare le immagini dello stendardo della Trinita’ di Raffaello

Anche lo Stendardo della Trinità ed altre immagini uniche e suggestive della Pinacoteca comunale nel film documentario “Raphael Revealed” che sarà prodotto dalla britannica “Seventh Art Productions” e sarà filmato a Roma, in Umbria, a Perugia e Città di Castello, e ad Urbino. Il documentario sarà anche il filmato ufficiale della mostra dedicata a Raffaello ancora in corso a Roma, presso le Scuderie del Quirinale. In prima battuta il documentario sarà proiettato in circa 1700 cinema d’essai in 70 paesi nel mondo, incluso Hong Kong, Giappone ed alcune città della Cina ed in seguito programmato sulla rete televisiva Sky.

Le riprese sono dirette dal pluripremiato regista britannico, Phil Grabsky, che, per la serie di documentari d’arte “Exhibition on Screen”, ha già diretto molti episodi; infatti per la stessa serie sono stati filmati in passato programmi dedicati a Van Gogh, Brueghel, Monet, Picasso ed in Italia Michelangelo, Leonardo, Canaletto e a tutte le opere di Leonardo. Questa mattina, la troupe ha fatto tappa a Città di Castello per riprendere immagini della città e per filmare presso la Pinacoteca Comunale lo Stendardo della Santissima Trinità, opera giovanile di Raffaello. Nell’occasione è stata realizzata anche un’intervista con Tom Henry, Professore di Storia dell’Arte all’Università del Kent e Direttore della Rome School of Classical and Renaissance Studies.

“Exhibition on Screen – ha precisato regista Phil Grabsky, prima di iniziare a realizzare le immagini all’interno della Pinacoteca Comunale – è lietissima di poter filmare a Città di Castello, soprattutto visto che, per qualche tempo, abbiamo temuto di non poterlo fare a causa dell’epidemia di Covid 19. Noi viaggiamo per il mondo – prosegue il regista – producendo vari lungometraggi d’arte, ma questa zona d’Italia ha sempre rappresentato per me il cuore pulsante dell’arte occidentale. Adoro venire qui e ci impegneremo al massimo per far conoscere la storia dei rapporti di Raffaello con Città di Castello, non ancora conosciuta come merita, al nostro pubblico in 70 paesi. Mi farebbe piacere che il vostro pubblico potesse conoscere meglio il nostro lavoro – ha concluso Phil Grabsky – guardando sul sito “exhibitiononscreen.com” le clip dei nostri 25 precedenti programmi. Infine vorrei ringraziarvi per custodire con tanta cura il vostro patrimonio artistico”.

“La presenza del regista Phil Grabsky e della Seventh Art Productions oggi a Città di Castello per le riprese all’interno della Pinacoteca e in città – ha dichiarato il sindaco, Luciano Bacchetta – rappresenta una ulteriore tappa di avvicinamento alla mostra del cinquecentenario della morte di Raffaello, molto importante per la nostra città e vetrina significativa per il territorio rinviata, per chiari motivi organizzativi, legati all’emergenza sanitaria da Covid-19. La mostra, quindi, si svolgerà posticipandone la data nel marzo prossimo; una buona notizia, che abbiamo dato qualche mese fa con la speranza che sia all’altezza di tutte le aspettative che abbiamo riposto in questo significativo evento”.

“Grazie anche al Professor Tom Henry che ha contribuito con una intervista a rendere ancora più memorabile questa giornata che pone Città di Castello al centro di un circuito storico-artistico di assoluto prestigio internazionale”, ha concluso il sindaco Bacchetta nell’augurare buon lavoro alla troupe e al regista: “benvenuti nella nostra città”. Anche l’assessore alla Cultura, Vincenzo Tofanelli ha sottolineato la “centralità della Pinacoteca Comunale nel percorso internazionale dedicato al grande artista. Una straordinaria occasione di promozione della città”.

LA SCHEDA Stendardo della Trinità di Raffaello. Si tratta di un dipinto ad olio formato da due tele che costituivano le facce di un gonfalone dipinto per la Confraternita della Santissima Trinità di Città di Castello. Su un lato compare la “Trinità con i Santi Sebastiano e Rocco”, santi invocati contro la peste, mentre sull’altro la “Creazione di Eva”. Pochissimi sono i documenti relativi alla confraternita. Il sodalizio, esistente fin dal 1266, amministrava un ospedale e un oratorio; il giorno della festa principale della compagnia era quello della Santissima Trinità (10 giugno), i confratelli partecipavano regolarmente alle processioni della festa del Corpus Domini e del Venerdì Santo e questo spiega il cattivo stato di conservazione dell’opera. Gran parte della critica lo data intorno agli anni 1499-1500/01, basandosi sull’andamento della peste in città. Altri studiosi come Tom Henry tendono a fissare la data di esecuzione negli anni 1501- 1502. In quel periodo Città di Castello fu colpita da varie epidemie di peste e l’iconografia dei due santi Rocco e Sebastiano era particolarmente adatta ad una confraternita che gestiva un ospedale e poteva essere scelta in qualsiasi momento.

La mostra Guarda Raffaello. Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo, evento inserito nel calendario delle celebrazioni dei Cinquecento anni dalla morte del grande artista del Rinascimento italiano, è stata rinviata. L’esposizione, curata da Marica Mercalli e da Laura Teza, che avrebbe dovuto aprire i battenti il prossimo 1 ottobre è stata rimandata alla Primavera 2021.

La mostra Guarda Raffaello. Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo, che verrà allestita presso la Cannoniera di Palazzo Vitelli sede della Pinacoteca Comunale, è un percorso nato per sottolineare la centralità di Città di Castello come snodo della vita artistica del Sommo pittore. Infatti, proprio nell’Alta Valle del Tevere, l’artista mosse i primi passi come maestro autonomo, realizzando tra 1500 e 1504 quattro opere quali l’Incoronazione di San Nicola da Tolentino per la Chiesa di Sant’Agostino, il Gonfalone della Santissima Trinità per l’omonima Confraternita, la Crocifissione Gavari per Domenico Gavari a San Domenico e lo Sposalizio della Vergine per la cappella Albizzini di San Giuseppe nella Chiesa di San Francesco.

In occasione della mostra, verrà eccezionalmente sottoposto ad una revisione del restauro da parte dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR) il Gonfalone della Santissima Trinità, unica delle opere di Raffaello rimasta a Città di Castello. La mostra, si avvarrà di importanti prestiti dai musei nazionali e internazionali tra cui già ufficialmente concesso è il disegno con le teste muliebri dell’Ashmolean Museum di Oxford. Un’esposizione curata, come dicevamo, da Marica Mercalli, Soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e da Laura Teza, professore associato di Storia dell’Arte moderna dell’Università degli Studi di Perugia, assieme ad un comitato scientifico composto, oltre che dalle due curatrici, da Maria Brucato, Francesco Paolo Di Teodoro, Sybille Ebert-Schifferer, Sylvia Ferino-Pagden, Rudolf Hiller von Gaertringen.

Un’esposizione inserita, assieme agli altri eventi del progetto Raffaello in Umbria, nel calendario delle celebrazioni organizzate dal Comitato Nazionale istituito dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo. La mostra, con l’ausilio di installazioni multimediali e ricostruzioni a grandezza naturale, riproporrà il contesto originario delle opere di Raffaello a Città di Castello e analizzerà i momenti chiave della formazione del giovane pittore grazie all’esposizione di dipinti di Giovanni Santi, Perugino, Pintoricchio e Luca Signorelli. Allo stesso tempo, un’attenzione particolare verrà dedicata agli echi che la lezione di Raffaello lasciò in Alta Valle del Tevere, tramite la presenza di opere di artisti quali Francesco Tifernate e Raffaellino del Colle. Un percorso, che nasce con l’obiettivo di cambiare in maniera permanente il percorso museale della Pinacoteca, rendendo permanenti gli apparati espositivi e gli esiti della ricerca che sottende la mostra.

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