Sindacati Polizia, rabbia e indignazione per i fatti di Città di Castello

Sindacati Polizia, rabbia e indignazione per i fatti di Città di Castello

Sindacati Polizia, rabbia e indignazione per i fatti di Città di Castello Sapere che quella persona è di nuovo a spasso dopo soli tre mesi dall’aggressione ai nostri colleghi fa veramente rabbia e amarezza. E’ quanto afferma Luca Benvenuti, segretario provinciale dell’Fsp (Federazione Sindacale di Polizia), uno dei sindacati di polizia maggiormente rappresentativi, in merito alla notizia che il cittadino tunisino che a giugno aveva aggredito e ferito due poliziotti è stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione ma purtroppo è stato già visto a spasso.

La colpa di tutto ciò – aggiunge Benvenuti – non è dei giudici che applicano la legge ma del legislatore che nel corso degli anni passati ha approvato una serie di norme garantiste e buoniste che hanno prodotto l’effetto che è sotto gli occhi di tutti: una persona che viene condannata ad un anno e quattro mesi di reclusione, grazie a i vari benefici di legge (arresti domiciliari, ecc.) non si fa neanche un giorno di carcere.

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Ciò di cui invece abbiamo bisogno, aggiunge il rappresentante dell’Fsp, è che il nuovo parlamento approvi rapidamente delle norme che aboliscano i troppi benefici carcerari esistenti in Italia e restituiscano la certezza della pena.

C’è bisogno di leggi serie che prevedano che, come nel caso di Città di Castello, l’aggressore dei poliziotti che viene condannato a 1 anno e 4 mesi, trascorra in galera l’intera pena e poi, magari, venga anche rimandato in Tunisia. Su quanto accaduto a Città di Castello interviene anche il segretario nazionale dell’Fsp Filippo Girella.

“Giovedì 27 settembre, afferma Girella, avremo un incontro a Roma con il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni e in quell’occasione porteremo all’attenzione del governo, oltre ad altre problematiche, anche i fatti di Città di Castello e la nostra richiesta di atti normativi che in Italia restituiscano la certezza della pena. Consentire che persone condannate – conclude Girella – possano andare a spasso senza aver pagato il debito con la società è un grande regalo a chi delinque ed un danno ai cittadini onesti”.

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