La Sinistra per Castello intende denunciare il carattere liberticida della manovra finanziaria presentata dal Governo. Come ha già denunciato l’ANCI la finanziaria 2015 peserà non per 1,2 ma per 3,7 miliardi sulle casse degli enti locali. Senza correttivi, le città saranno sottoposte ad un serio rischio dissesto. Siamo di fronte ad una vera e propria controriforma per gli Enti locali che scarica sui cittadini la crisi in atto, nella quale il lavoro sporco è affidato alle Regioni ed agli Enti locali, obbligati ad aumentare le tasse e a tagliare i servizi.
Con il taglio ai trasferimenti e le sanzioni non si mette in discussione solo l’autonomia finanziaria degli enti locali, ma la sopravvivenza stessa dei servizi che rappresentano, oggi, uno degli ultimi baluardi contro gli effetti sociali della crisi finanziaria.
Questa crisi sta distruggendo il sistema produttivo, sta spingendo nel baratro della disoccupazione sempre più uomini e donne, creando una fetta sempre più larga di precarietà costringendo intere fasce sociali in stato di povertà con la conseguente precarizzazione della vita. Nuovamente il Governo, non attua politiche economiche di contrasto e di difesa dello stato sociale, ma attacca duramente quei soggetti istituzionali che potrebbero dare delle risposte positive ai meno abbienti in periodo di crisi.
Per questo riteniamo di fondamentale importanza costruire un fronte unico di opposizione sociale al governo Renzi, un luogo di democrazia che possa rappresentare tutta la base sociale schiacciata dalla teologia del libero mercato, che abbia le proprie fondamenta sulla difesa dei diritti costituzionali e sull’avanzamento democratico, che riunisca tutte le lotte e le singole vertenze oggi in atto, dalle lotte operaie a quelle degli studenti, dalla resistenza degli amministratori a quella dei malati a cui è stato decurtato di 100 milioni il fondo per le non autosufficienze.

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