Sindaco Luca Secondi consegna il “Ruperto” e rilancia la Baronia

Sindaco Luca Secondi

Cerimonia in Comune con moneta e opuscolo storico

Con una cerimonia solenne e partecipata, il sindaco di Città di Castello Luca Secondi, nella sua veste di barone di Monte Ruperto, ha consegnato il primo esemplare della moneta celebrativa “Ruperto” a Luigi Sponticcia, ultimo nato nella Baronia, accompagnato dalla sorella Renata. L’evento, ospitato nella sala consiliare, ha visto la presenza della Compagnia dei Balestrieri in abiti storici e si è aperto con la lettura di un documento del 1256, quando gli abitanti di Monte Ruperto decisero di legarsi a Città di Castello giurando fedeltà al podestà.

Accanto al sindaco, il vice Giuseppe Stefano Bernicchi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi hanno sottolineato il valore simbolico della moneta, destinata a diventare un riconoscimento annuale per figure legate alla città o alla Baronia. Secondi ha rimarcato come l’iniziativa si inserisca in un percorso già avviato nel maggio 2024 con la giornata di studi “La Baronia di Monte Ruperto”, seguita da segnaletica turistica dedicata, escursioni del Club Alpino Italiano, attività culturali e sportive, fino al piatto celebrativo della cooperativa “Ceramiche Noi” e al primo trofeo automobilistico dedicato al territorio.

Il sindaco ha ringraziato i protagonisti del progetto, dal personale comunale al capo di gabinetto Gaspare Pierangeli, fino alla Bottega Orafa Bartoccioni, autrice della moneta, e agli ingegneri Marco Conti e Giovanni Cangi, curatori dell’opuscolo edito da Nuova Prhomos.

Il presidente dei Balestrieri, Francesco Izzo, ha evidenziato l’importanza della riscoperta di Monte Ruperto come tassello di una più ampia strategia di valorizzazione della memoria storica. Conti e Cangi hanno illustrato le peculiarità della Baronia, territorio marchigiano ma sotto la giurisdizione di Città di Castello, spesso conteso fino all’annessione del 1256. Una condizione paragonata alla singolare vicenda di Cospaia, repubblica indipendente sorta nel 1441.

La manifestazione si è chiusa con la lettura della leggenda medievale che narra la carestia dovuta alle nevicate del XIII secolo: mentre i centri vicini non offrirono aiuto, fu Città di Castello a portare viveri, gesto che spinse il barone, privo di eredi, a cedere il territorio in segno di gratitudine.

La moneta, realizzata dalla Bottega Bartoccioni, raffigura sul fronte il castello di Monte Ruperto tratto da una veduta seicentesca di Filippo Titi, con la dicitura “Baronia dell’Illustrissimo Magistrato”, titolo che ancora oggi spetta al sindaco tifernate. Sul retro campeggia lo stemma comunale. L’opuscolo, tratto dalla pubblicazione “Architettura e Territorio Alta Valle del Tevere” curata da Conti e Cangi, è stato stampato con il sostegno della Compagnia dei Balestrieri.

La consegna del “Ruperto” segna dunque un passo concreto nella valorizzazione della Baronia di Monte Ruperto, un piccolo territorio che continua a raccontare la sua storia attraverso simboli, studi e iniziative culturali.

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