Al centro del progetto nazionale su sport e alimentazione
Cinquanta giovani hanno iniziato un percorso di dodici mesi all’interno del Servizio civile agricolo, progetto sperimentale di respiro nazionale che unisce alimentazione, eccellenze del made in Italy, sport dilettantistico e impegno sociale. La presentazione ufficiale si è svolta presso la Scuola di Arti e Mestieri “G.O. Bufalini”, capofila dell’iniziativa, con la partecipazione delle associazioni e degli enti che ospiteranno i volontari come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello.
Il progetto, dal titolo evocativo “Alimenti biologici del Made in Italy + sport dilettantistico = gioventù sana e felice”, mette al centro la promozione di stili di vita equilibrati e la valorizzazione delle produzioni biologiche, affiancando a questi temi il coinvolgimento diretto del mondo sportivo. I ragazzi saranno impegnati in attività che li porteranno a operare nel tessuto sociale dell’Alto Tevere e in oltre trenta sedi distribuite tra Umbria, Marche e Toscana.
La rete di enti ospitanti è ampia e diversificata: associazioni sportive, cooperative sociali, scuole paritarie, fondazioni culturali e organizzazioni impegnate nello sviluppo comunitario. Una struttura articolata che consente ai volontari di confrontarsi con realtà differenti e di acquisire competenze spendibili in ambiti molteplici.
La Scuola Bufalini, forte di una tradizione secolare e di un ruolo consolidato nel servizio civile regionale, da due anni coordina anche progetti nazionali. Con questa nuova iniziativa colloca il territorio altotiberino al centro di un’azione che guarda oltre i confini locali, rafforzando legami e opportunità. È il primo progetto avviato nell’ambito della sperimentazione agricola, mentre un secondo è in attesa di approvazione con esito previsto per gennaio 2026.
La presentazione ha rappresentato un momento di condivisione con la cittadinanza e con gli enti coinvolti, sottolineando il valore sociale del servizio civile. I giovani, protagonisti di questa esperienza, diventano motore di cambiamento e portatori di nuove energie.
Il presidente della Scuola Bufalini, Giovanni Granci, ha evidenziato come il progetto sia un investimento concreto sui ragazzi e sulla loro capacità di costruire comunità più coese e responsabili. “Mettere i giovani al centro di questa rete – ha spiegato – significa rafforzare la cittadinanza attiva e dare nuova linfa alle comunità che li accolgono. Il servizio civile, nella sua forma più autentica, permette ai ragazzi di crescere attraverso l’impegno e allo stesso tempo offre alle comunità un sostegno prezioso”.
Il progetto non si limita a promuovere corretti stili di vita, ma intende anche diffondere la cultura della prevenzione e della cura del territorio. L’agricoltura biologica diventa strumento educativo e simbolo di un modello sostenibile, mentre lo sport dilettantistico rappresenta un veicolo di inclusione e di benessere.
La sinergia tra alimentazione, sport e sociale crea un percorso innovativo che mette in relazione giovani e comunità, con l’obiettivo di generare consapevolezza e responsabilità. Ogni volontario sarà chiamato a vivere un’esperienza che unisce formazione, servizio e crescita personale, contribuendo a costruire un futuro più attento alla salute e alla coesione sociale.
Il Servizio civile agricolo si presenta dunque come un laboratorio di cittadinanza attiva, capace di unire territori e generazioni.

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