Premio Letterario Castello: la scrittura riscatta i reclusi

Premio Letterario Castello: la scrittura riscatta i reclusi
foto di archivio

 Il concorso umbro premia il talento tra le mura di Parma

Città di castello, 20-03-2026 – La 20° edizione del Premio Letterario Castello ha segnato un momento di altissimo valore civile attraverso la sua sezione speciale “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”. Si tratta della prima iniziativa editoriale in Italia interamente dedicata alla popolazione detenuta di tutti gli istituti penitenziari nazionali. Il direttore generale della manifestazione, Antonio Vella, si è recato personalmente presso la struttura detentiva di Parma per consegnare il massimo riconoscimento a Christof Petr. L’autore ha trionfato nell’edizione 2025 grazie a un racconto breve intitolato “L’errore, la scoperta, la cura”, un’opera capace di colpire profondamente la commissione giudicatrice per la sua densità emotiva e la maturità stilistica espressa, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello.

Il testo vincitore rielabora in chiave narrativa la storica scoperta della penicillina operata da Alexander Fleming. La giuria, presieduta da Alessandro Masi, ha motivato la scelta sottolineando come l’autore sia riuscito a trasformare un evento scientifico in una potente riflessione sull’esistenza umana. Nel racconto, l’errore accidentale della contaminazione diventa il punto di partenza per una guarigione universale, agendo come metafora perfetta della condizione del recluso. La scrittura di Petr viene definita intensa ed evocativa, capace di trasmettere un messaggio di speranza universale: l’idea che da uno sbaglio o da una caduta possa scaturire una nuova possibilità di salvezza e di utilità sociale per l’intera collettività.

L’evento di premiazione a Parma ha visto la partecipazione di figure chiave dell’amministrazione penitenziaria e del mondo culturale. Accanto a Vella erano presenti la vicedirettrice dell’istituto Annalisa La Greca, la responsabile educativa Valentina D’Alessio e i vertici della casa editrice LuoghInteriori. Il progetto gode del supporto strategico della Società Dante Alighieri e dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. La qualità delle opere in gara è stata valutata da una giuria d’eccezione che include i senatori Giulia Bongiorno e Walter Verini, i giornalisti Osvaldo Bevilacqua e Benedetta Rinaldi, oltre a esponenti del mondo della poesia e della narrativa come Maria Borio e Marisol Burgio di Aragona.

L’iniziativa si inserisce nel solco dei principi costituzionali che vedono nella detenzione un percorso finalizzato al miglioramento della persona e al reinserimento sociale. Alessandro Masi ha evidenziato come l’esplorazione dei sentimenti attraverso il linguaggio letterario permetta di registrare mutamenti profondi nell’animo di chi vive la restrizione della libertà. La partecipazione di così tante personalità istituzionali conferma che l’impegno profuso dal Premio Letterario Castello non è solo un atto culturale, ma un vero e proprio servizio civico. La capacità di dare voce a chi è “altrove” permette di abbattere i pregiudizi e di utilizzare l’arte come ponte tra il mondo interno e quello esterno.

L’edizione 2025 ha registrato un successo straordinario in termini di partecipazione, con 81 opere iscritte provenienti da 38 diversi penitenziari sparsi su tutto il territorio italiano. Questo dato certifica la vitalità del progetto e il bisogno di espressione che risiede all’interno delle mura carcerarie. Dopo la tappa emiliana, il comitato organizzatore si sposterà a Venezia, presso l’Istituto Penitenziario della Giudecca. Qui verrà consegnato il premio alla seconda classificata, Katarzyna Monika Strzalka, proseguendo un tour della legalità e della bellezza che unisce idealmente diverse realtà geografiche del Paese sotto l’egida della cultura. L’accoglienza entusiasta delle istituzioni locali e regionali sottolinea la rilevanza di una giornata che resterà negli annali del premio umbro.

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