Il vicepresidente esalta Art Bonus e il patrimonio culturale
📌 FLASH NEWS – Tommaso Bori visita la Pinacoteca di Città di Castello durante la presentazione di Tiferno Comics 2026. Al centro lo Stendardo di Raffaello, tornato dal Metropolitan Museum, e i restauri sostenuti grazie all’Art Bonus locale.
Il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori, ha compiuto una visita istituzionale alla Pinacoteca comunale di Città di Castello. L’iniziativa si è svolta in occasione della presentazione dell’edizione 2026 di Tiferno Comics.
Ad accompagnare il rappresentante della Giunta regionale è stata Michela Botteghi, assessora alla Cultura del Comune di Città di Castello. La visita ha permesso di approfondire alcuni degli interventi realizzati per tutelare e valorizzare il patrimonio storico e artistico conservato nella struttura museale.
Lo Stendardo rientrato dagli Stati Uniti
Durante il percorso Tommaso Bori ha potuto osservare lo Stendardo di Raffaello, rientrato nel mese di luglio dal Metropolitan Museum di New York. L’opera era stata esposta negli Stati Uniti nell’ambito di una mostra di rilievo internazionale.
Il vicepresidente ha evidenziato il valore assunto dalla presenza dello Stendardo al museo newyorkese. Secondo Bori, l’esposizione non ha costituito soltanto un tributo alla figura di Raffaello, ma ha rappresentato anche un motivo di orgoglio per l’intera Umbria.
L’opera, nata e custodita nel cuore di Città di Castello, ha attraversato l’oceano diventando uno degli elementi centrali dell’iniziativa organizzata dal Metropolitan Museum. Per Bori, questo passaggio ha confermato la capacità del patrimonio umbro di ottenere attenzione sulla scena culturale mondiale.
Monete e sigilli restaurati con l’Art Bonus
La visita ha interessato anche le monete e i sigilli storici sottoposti a restauro grazie alle risorse dell’Art Bonus. L’incontro tra Tommaso Bori e Michela Botteghi ha offerto l’occasione per esaminare il ruolo dello strumento nella salvaguardia dei beni culturali.
L’Art Bonus è stato indicato come una leva strategica per sviluppare la collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Attraverso questo modello possono essere sostenuti interventi destinati alla conservazione, al recupero e alla promozione delle opere artistiche.
La Regione Umbria, secondo quanto emerso durante la visita, considera prioritario l’impegno rivolto alla tutela e alla rigenerazione del proprio patrimonio. In questo quadro rientra anche il sostegno agli strumenti capaci di coinvolgere risorse private nei progetti di interesse culturale.
Il lavoro condiviso tra le istituzioni
Tommaso Bori ha attribuito il risultato ottenuto dall’amministrazione comunale di Città di Castello a un lavoro congiunto tra le istituzioni. La collaborazione avrebbe consentito allo Stendardo di Raffaello di recuperare la propria bellezza e di essere presentato al pubblico internazionale.
«Questo risultato ottenuto dall’amministrazione comunale di Città di Castello è il frutto di un eccezionale lavoro di squadra tra le istituzioni», ha affermato il vicepresidente, complimentandosi per l’operazione culturale realizzata.
Bori ha inoltre ribadito l’intenzione della Regione di proseguire gli investimenti destinati alla valorizzazione dei tesori artistici umbri. L’obiettivo indicato è promuovere il territorio nella sua globalità, collegando la tutela delle opere alla capacità di proiettare l’identità regionale oltre i confini nazionali.
L’Umbria come centro di cultura e bellezza
Nelle considerazioni espresse a margine della visita, il vicepresidente ha definito l’Umbria un “museo a cielo aperto”, nel quale arte e cultura non rappresentano soltanto un’eredità storica, ma possono diventare strumenti per costruire il futuro.
La strategia regionale punta a presentare l’Umbria non esclusivamente come destinazione turistica, ma anche come centro capace di produrre bellezza e promuovere processi di rigenerazione culturale.
Lo Stendardo di Raffaello viene considerato, in questa prospettiva, un ambasciatore dell’identità umbra. La sua esposizione al Metropolitan Museum ha permesso di mostrare a un pubblico internazionale un’opera legata profondamente alla storia di Città di Castello e al patrimonio artistico della regione.

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