Orti sociali, a Città di Castello inclusione e più sicurezza
📌 FLASH NEWS – Città di Castello, agli orti sociali di Madonna del Latte consegnato il 30° defibrillatore del progetto città cardioprotetta. La festa di fine estate ha unito inclusione, agricoltura sociale, salute e solidarietà tra giovani e anziani oggi.
Inclusione sociale, solidarietà e tutela della salute hanno caratterizzato la tradizionale merenda di fine estate agli orti sociali di Città di Castello, ospitata negli appezzamenti dell’area verde “Gualtiero Angelini” nel quartiere Madonna del Latte. L’appuntamento, promosso dal Comune insieme alla Cooperativa La Rondine a Maccarello, che gestisce il progetto, è stato accompagnato quest’anno dalla consegna di un defibrillatore da parte di Farmacie Tifernati. Si tratta del trentesimo dispositivo inserito nel progetto cittadino dedicato alla cardioprotezione.
Il trentesimo defibrillatore del progetto cittadino
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Luca Secondi, l’assessore alle Politiche sociali Benedetta Calagreti, il presidente della Cooperativa La Rondine Luciano Veschi, Marco Romanelli per La Rondine a Maccarello e l’amministratore unico di Farmacie Tifernati, Valchiria Do’. Secondi e Calagreti hanno ricordato come gli orti sociali rappresentino da oltre dieci anni un punto di riferimento per i pensionati della città e come, dal 2024, la gestione sia stata affidata alla cooperativa agricola sociale La Rondine a Maccarello. La nuova dotazione rafforza ora il progetto anche sul fronte della sicurezza e della tutela della salute.
Farmacie Tifernati: trenta dispositivi sul territorio
Valchiria Do’ ha sottolineato che quello consegnato agli orti sociali è il trentesimo defibrillatore acquistato negli anni da Farmacie Tifernati a beneficio di scuole, società sportive, associazioni, pro loco e realtà rionali di Città di Castello. L’obiettivo è ampliare progressivamente la presenza di dispositivi salvavita sul territorio. Nelle prossime settimane saranno inoltre organizzati corsi di formazione necessari per consentire un corretto utilizzo della nuova apparecchiatura.
Centoventiquattro appezzamenti nell’area verde
Gli orti sociali rappresentano una realtà attiva da decenni. Il terreno comunale comprende 124 appezzamenti da cento metri quadrati ciascuno, assegnati secondo specifiche regole ai richiedenti. L’esperienza è nata con l’obiettivo di offrire occasioni di socializzazione, attività all’aperto e partecipazione alla vita della comunità, soprattutto per anziani e pensionati.
Dal 2024 il progetto ha assunto anche una dimensione più marcata di agricoltura sociale e inclusione lavorativa attraverso il coinvolgimento della Cooperativa La Rondine a Maccarello.
Giovani e pensionati lavorano insieme
Tra i protagonisti delle attività figurano Luca Varzi, Marco Bini, Giorgio Ascani e Mirko Pietosi, ai quali il Comune ha assegnato due appezzamenti nell’ambito del progetto della cooperativa. I giovani, seguiti dagli operatori Giacomo Augusto Cacciatori e Luca Montanucci, lavorano negli orti il lunedì, martedì e giovedì, occupandosi delle diverse fasi della produzione. L’esperienza permette loro di mettere in pratica le competenze acquisite e, nello stesso tempo, di entrare in relazione con gli anziani e i pensionati che frequentano quotidianamente l’area.
Agricoltura sociale e inserimento lavorativo
La Cooperativa Agricola Sociale La Rondine a Maccarello, nata nel 2015, sviluppa attività legate sia alla produzione biologica sia all’inserimento di persone in condizioni di svantaggio. Dal 2018 sono stati avviati diversi percorsi destinati allo sviluppo delle competenze di giovani con disabilità, fino ad arrivare nel 2024 a una vera esperienza di inserimento lavorativo. Tra i progetti già realizzati figurano “Raccolti di Comunità” e “Siamo in buone Mani”, nei quali i ragazzi hanno partecipato direttamente ad attività operative sul territorio.
Lo scambio di saperi tra generazioni
Luciano Veschi e Marco Romanelli hanno evidenziato come la gestione degli orti rappresenti un’occasione per superare le tradizionali distinzioni tra disabilità e terza età, mettendo al centro le persone e il loro contributo alla comunità. Il lavoro condiviso consente ai giovani di rafforzare competenze e autonomia e, contemporaneamente, favorisce la nascita di rapporti con i pensionati, attraverso uno scambio reciproco di esperienze e conoscenze. Secondo i responsabili della cooperativa, proprio questa dimensione rende l’agricoltura sociale un’attività partecipata nella quale ogni assegnatario non si limita alla cura del proprio terreno, ma collabora anche con gli altri.
La festa tra zucchine e pomodori
La giornata si è conclusa con la tradizionale merenda tra gli orti, alla quale hanno preso parte i protagonisti del progetto. Un momento conviviale tra zucchine, pomodori e appezzamenti coltivati che ha confermato anche per il 2026 il ruolo degli orti sociali come luogo di incontro, lavoro, solidarietà e integrazione tra generazioni diverse.

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