Quaranta espositori a Palazzo Vitelli tra volumi e incisioni
📌 FLASH NEWS – Città di Castello capitale del libro antico: a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio la XXVI Mostra mercato nazionale con 40 espositori. In vetrina rarità, opere di Burri, Fontana, Dürer e Rembrandt, manoscritti e preziose mappe.
Città di Castello torna punto di riferimento per collezionisti, studiosi e appassionati di bibliofilia con la XXVI edizione della Mostra mercato nazionale del libro antico e della stampa antica, inaugurata sabato 5 settembre nelle sale rinascimentali di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. La manifestazione resterà aperta al pubblico fino a domenica 6 settembre.
Sono 40 gli espositori, distribuiti in 30 stand e selezionati tra operatori qualificati del panorama nazionale. Le proposte spaziano dai codici manoscritti e miniati agli incunaboli, dalle prime edizioni letterarie ai testi scientifici, fino a cartografia, vedutistica, incisioni di antichi maestri e grafica moderna.
La manifestazione è promossa dall’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, con i patrocini del Comune, della Regione e della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello. La selezione delle opere è curata dal coordinatore scientifico Giancarlo Mezzetti, insieme al presidente dell’associazione Fabio Nisi.
Da Alberto Burri a Rembrandt tra le opere esposte
Il percorso espositivo offre una concentrazione di testimonianze appartenenti a epoche e ambiti differenti. Accanto alla produzione libraria sono presenti incisioni, opere grafiche e documenti cartografici provenienti da diverse parti del mondo.
Tra i lavori segnalati figurano tredici opere di “Grafica multipli” di Alberto Burri, comprese due opere con cretti neri e una combustione. La selezione comprende inoltre una grafica originale di Lucio Fontana con taglio eseguito dall’artista, tre xilografie originali di Albrecht Dürer e un’acquaforte di Rembrandt.
La componente scientifica propone opere riconducibili a figure come Isaac Newton, René Descartes, Robert Boyle, Cristoforo Clavio, Euclide e Vannoccio Biringuccio, componendo una sezione nella quale storia del libro e sviluppo del sapere scientifico procedono insieme.
Un Libro d’Ore stampato a Parigi nel 1510
Tra gli esemplari di particolare rilievo compare un Libro d’Ore stampato da Antoine Vérard a Parigi nel 1510 e successivamente miniato, proposto dallo studio bibliografico Giuseppe Solmi.
L’opera costituisce un punto d’incontro tra libro a stampa e manoscritto. Contiene 18 immagini miniate di grandi dimensioni e altre 29 più piccole e viene indicata con una valutazione superiore ai 20 mila euro.
Sono presenti anche tre rare edizioni su rame dei primi decenni del XVI secolo e l’Herbario novo di Castore Durante, medico nato a Gualdo Tadino nel 1529 e morto a Viterbo nel 1590. L’insieme testimonia la varietà del materiale riunito nelle sale di Palazzo Vitelli, dove la dimensione collezionistica si accompagna a quella storica e scientifica.
Il De re metallica con la dedica di Herbert Hoover
Un posto particolare è occupato da un esemplare del De re metallica di Georgius Agricola, nell’edizione inglese pubblicata a Londra da The Mining Magazine nel 1912.
La traduzione dalla prima edizione latina del 1556 fu realizzata da Herbert Clark Hoover e Lou Henry Hoover, entrambi ingegneri minerari, con il contributo del professore di latino Henry Rushton Fairclough. Herbert Hoover sarebbe stato presidente degli Stati Uniti dal 1929 al 1933.
L’esemplare esposto a Città di Castello presenta una caratteristica che ne determina l’unicità: una dedica autografa di Herbert Hoover a Henry Rushton Fairclough, apposta come ringraziamento per il contributo fornito alla traduzione. È presente anche l’ex libris del destinatario.
Il lavoro di Agricola è considerato un’opera fondamentale per la nascita della mineralogia e raccoglie conoscenze sviluppate dall’autore attraverso lo studio delle attività minerarie sotto gli aspetti tecnologico, mineralogico e sanitario.
Il manoscritto dedicato alla Beata Margherita da Cortona
Un altro esemplare indicato come “unicum” è la Vita della Beata Margherita da Cortona, manoscritto datato presumibilmente al 1704 e composto da 348 carte.
Il volume presenta una legatura rigida in piena pelle marrone, decorata a secco attraverso motivi fitomorfi e volute. Una losanga centrale contiene una figura, mentre all’interno è conservata una nota autografa di possesso coeva attribuita a Giuseppe Parghi, indicato nella documentazione come forse riconducibile al francescano Giuseppe Antonio Paghi da Foiano.
Materiali di questa natura spiegano il ruolo attribuito dagli organizzatori alla manifestazione: conservare la memoria e valorizzare opere dell’ingegno e dell’arte lasciate nel corso dei secoli da autori, incisori e cartografi.
La mostra apre la stagione dell’antiquariato librario
L’appuntamento tifernate assume anche una funzione di osservatorio per il settore. Gabriele Maspero, presidente dell’Associazione Librai Antiquari d’Italia, ha sottolineato che la collocazione della manifestazione alla fine dell’estate consente alla mostra di aprire la nuova stagione dell’antiquariato librario.
L’andamento dell’evento viene seguito dagli operatori anche per interpretare le possibili tendenze dei mesi successivi. L’Associazione Librai Antiquari d’Italia, fondata nel 1947, riunisce attualmente 101 librerie distribuite sul territorio nazionale, secondo i dati riportati dagli organizzatori.
La manifestazione di Città di Castello si colloca quindi all’inizio del nuovo ciclo delle principali rassegne italiane dedicate ai libri e alle stampe antiche, confermando una vocazione costruita nell’arco di ventisei edizioni.
Santa Veronica Giuliani al centro dell’edizione
Come avviene tradizionalmente, la mostra dedica parte della propria programmazione a una personalità legata alla storia di Città di Castello. Quest’anno l’attenzione è rivolta a Santa Veronica Giuliani, badessa del monastero delle Clarisse Cappuccine della città, proclamata santa da Papa Gregorio XVI nel 1839.
La scelta anticipa anche il terzo centenario della morte, che sarà celebrato nel 2027. Nel pomeriggio di sabato 5 settembre è prevista alle 17.30, nel chiostro del Monastero Santa Veronica Giuliani, l’inaugurazione della mostra intitolata “Donne di Dio tra silenzio e parola”.
L’esposizione presenta testi provenienti dall’archivio del monastero, dall’Archivio diocesano e dalla collezione privata dell’avvocato Paolo Tiezzi. Al percorso si aggiungono incisioni antiche e acquerelli dedicati ai luoghi francescani dell’Alta Valle del Tevere.
Le mistiche francescane tra Medioevo ed Età moderna
All’iniziativa partecipa Alessandra Bartolomei Romagnoli, docente di Storia della vita religiosa e Letteratura agiografica e mistica alla Pontificia Università Gregoriana, con un intervento dedicato alle mistiche francescane tra Medioevo ed Età moderna.
Fabio Nisi ha spiegato che l’omaggio a Santa Veronica Giuliani intende mettere in evidenza anche gli spazi di autonomia spirituale e intellettuale sviluppati dalle sante francescane all’interno di una Chiesa fortemente gerarchica.
Nel programma trova spazio inoltre un richiamo agli studi di genere e alla rilettura dei rapporti tra figure femminili e maschili dell’ordine francescano, con particolare riferimento alla relazione spirituale tra San Francesco e Santa Chiara.
Il centenario della libreria editrice Paci La Tifernate
La XXVI edizione comprende anche un’iniziativa collegata ai festeggiamenti per i cento anni della libreria editrice Paci La Tifernate. Negli spazi della manifestazione è proposto un assaggio della mostra “100 anni di storia di libri belli”, già allestita nel mese di giugno alla biblioteca Carducci.
Sono esposti alcuni dei volumi pubblicati durante un secolo di attività. L’iniziativa si inserisce nelle attività collaterali che accompagnano tradizionalmente la Mostra mercato e che affiancano all’esposizione commerciale appuntamenti di approfondimento culturale e scientifico.
Subito dopo il taglio del nastro è stata inoltre presentata la pubblicazione “Loca Franciscana”, dedicata ad alcuni significativi luoghi dell’Alta Valle del Tevere attraverso descrizioni e immagini originali realizzate ad acquerello.
Autorità e studiosi all’inaugurazione
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato il sindaco di Città di Castello Luca Secondi, l’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri, la consigliera regionale Letizia Michelini, Fabio Nisi e Giancarlo Mezzetti, insieme ad autorità istituzionali, civili e militari.
Alla presentazione di “Loca Franciscana” sono intervenuti, tra gli altri, Suor Chiara Sebastiano, presidente della Fondazione Santa Veronica Giuliani ETS, don Andrea Czortek, vicario generale della Diocesi di Città di Castello, Paolo Tiezzi Maestri, Massimo Tosi e Mara Radicchi.
L’amministrazione comunale ha ricordato inoltre Gualtiero Angelini, dirigente comunale indicato come ideatore e promotore della mostra, sottolineando il lavoro assicurato negli anni dall’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio e dal curatore Giancarlo Mezzetti.
Palazzo Vitelli cornice della ventiseiesima edizione
La manifestazione trova spazio in Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, edificio costruito intorno alla metà del XVI secolo per Paolo II Vitelli. La dimora conserva porticati, sale con decorazioni pittoriche, soffitti cinquecenteschi e ambienti legati alla storia della famiglia Vitelli.
La scala con volta affrescata da Prospero Fontana conduce al piano nobile, mentre sulle pareti sono rappresentate imprese della famiglia. Il complesso si affaccia inoltre sull’area dell’antico giardino all’italiana, dove restano un boschetto di lecci e un ninfeo.
In questa cornice la Mostra mercato nazionale del libro antico e della stampa antica prosegue fino a domenica 6 settembre, con apertura al pubblico dalle 13 alle 19.30. Due giornate nelle quali Città di Castello riunisce libri, documenti, incisioni e testimonianze artistiche di epoche differenti, confermando il ruolo costruito dalla manifestazione nel panorama italiano della bibliofilia.

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