A Città di Castello borse di studio e testimonianze di vita
CITTÀ DI CASTELLO, 24 gennaio 2026 – Il valore della memoria si trasforma in azione concreta, superando la barriera del tempo per farsi motore di speranza. Nella cornice dell’Officina della Lana, la terza edizione del memorial dedicato a Silvana Benigno ha dimostrato come un’assenza possa generare una presenza vibrante e collettiva. L’iniziativa, denominata “L’Eredità Viva – Io sono Silvana”, ha saputo catalizzare l’attenzione di una comunità intera, riunita non solo per commemorare una figura simbolo di resilienza, ma per investire sul futuro delle giovani generazioni attraverso il sostegno allo studio e alla formazione professionale.
Il potere della memoria e il legame con il territorio
L’evento si è consumato in un clima di profonda partecipazione emotiva, dove il silenzio della sala ha saputo narrare molto più dei discorsi ufficiali. Al centro del racconto, la figura di Silvana, definita da molti una “mamma-coraggio”, la cui battaglia contro la malattia è diventata un manifesto di dignità. Insieme a lei, il ricordo è andato a Flavio Paladino, in un intreccio di affetti che ha visto la famiglia, guidata dal marito Fabrizio e dalla figlia Federica, porsi come ponte tra il dolore personale e l’impegno civile. La proiezione di un filmato celebrativo ha restituito l’immagine di una “vita a colori”, un monito a non arrendersi di fronte alle avversità, trasformando la ricorrenza del sesto anniversario della scomparsa in un laboratorio di solidarietà diffusa.
Formazione e merito: il sostegno alla Scuola Bufalini
Il cuore pulsante della mattinata è stata la consegna delle borse di studio destinate agli alunni della Scuola Bufalini, istituto d’eccellenza nel panorama formativo umbro. Il riconoscimento, dal valore di 500 euro ciascuno, ha premiato il percorso di Badr Mohamed Mohavad Kotb, giovane di origini egiziane che ha saputo integrare lo studio della cucina con l’impegno lavorativo precoce, e di Aya Benmohamed, studentessa del corso di estetica. Questi premi rappresentano la declinazione pratica di un’eredità che non vuole restare astratta, ma che intende fornire strumenti reali a chi, con sacrificio e determinazione, sta costruendo il proprio domani nel distretto di Città di Castello.
Testimonianze di coraggio al femminile e nuovi progetti
Particolarmente toccante è stata la sezione dedicata alle “lezioni di vita”, che ha visto protagoniste tre donne capaci di trasformare la fragilità in forza d’urto. Silvia Tancini ha condiviso il traguardo della sua laurea conseguita durante i cicli di chemioterapia, mentre Sonia Bisceglia ha raccontato la sua missione silenziosa nel donare pasti a chi soffre. Infine, Silvia Livi ha testimoniato la possibilità di restare alla guida di un’impresa nonostante le sfide della salute. A queste storie si è aggiunto il lancio del progetto “Alegria”, un albo illustrato firmato da Chiara e Martina, nato durante l’isolamento della pandemia per promuovere il concetto di “noi” rispetto all’io, i cui proventi sosterranno la ricerca scientifica della Fondazione IEO-Monzino.
Una sinergia istituzionale per la solidarietà concreta
La manifestazione ha goduto di un supporto corale da parte delle autorità, con la partecipazione dei sindaci Luca Secondi e Stefano Veschi, oltre a rappresentanti del mondo politico e religioso. La coincidenza con la festa di San Francesco di Sales ha offerto lo spunto per premiare anche i giornalisti locali, custodi del racconto della vicenda umana di Silvana, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello. L’evento ha inoltre preannunciato una nuova borsa di studio in collaborazione con la Scuola Comunale di Musica “Giacomo Piccini”, confermando come la rete della solidarietà continui a espandersi, toccando ambiti diversi della cultura e del sociale, per far sì che il messaggio di ottimismo della famiglia Paladino continui a illuminare il territorio dell’Altotevere.

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