Grifani-Donati, 225 anni di storia guardando verso il futuro

Otto generazioni custodiscono tre antiche tecniche di stampa

📌 FLASH NEWS – La Tipografia Grifani-Donati celebra 225 anni di storia e 30 anni di attività artigiana. A Città di Castello apre il nuovo percorso museale tra macchine ancora funzionanti, video guide e le tre tecniche tradizionali di stampa


Una storia iniziata alla fine del Settecento e ancora capace di produrre opere attraverso macchine, caratteri e procedimenti originali. La Tipografia Grifani-Donati 1799 di Città di Castello ha celebrato 225 anni di attività e trent’anni di impegno artigiano, inaugurando un nuovo capitolo del proprio percorso culturale e produttivo.

La giornata di venerdì 11 settembre 2026 ha riunito istituzioni, famiglia, sostenitori e rappresentanti della stampa intorno a una realtà considerata unica nel panorama internazionale. Nella sede storica continuano infatti a essere praticate la tipografia, la calcografia e la litografia, le tre tecniche tradizionali di stampa diretta.

Le macchine d’epoca sono tuttora funzionanti e vengono utilizzate nel laboratorio. Accanto alla produzione artigiana, la struttura svolge un’attività museale che consente al pubblico di osservare dal vivo procedimenti, attrezzature e competenze tramandati attraverso otto generazioni.

Le celebrazioni hanno accompagnato la presentazione di un catalogo, l’apertura del nuovo itinerario museale e la riproposizione di due mostre storiche. Le iniziative sono state promosse anche grazie all’attività dell’Associazione Caratteri dal 1799 ODV, impegnata nella tutela, nella valorizzazione e nell’accessibilità del patrimonio tipografico.

Una realtà attiva dal 1799

La Tipografia Grifani-Donati opera a Città di Castello dal 1799 ed è considerata una delle istituzioni storiche della città. La continuità della produzione, mantenuta per oltre due secoli, si accompagna alla conservazione di macchinari, arredi, caratteri e strumenti legati all’evoluzione delle arti grafiche.

La sua particolarità è rappresentata dalla possibilità di vedere applicate, nello stesso laboratorio, tutte e tre le principali tecniche grafiche tradizionali. Alla stampa tipografica si affiancano la calcografia e la litografia, eseguita esclusivamente su pietra.

Il lavoro artigianale non è stato sostituito dall’attività museale. Le due dimensioni convivono all’interno della bottega: da una parte vengono custodite le testimonianze della storia produttiva, dall’altra le macchine continuano a essere impiegate per realizzare opere contemporanee.

Dal 2005 la tipografia è conosciuta come Museo Vivente delle Arti Grafiche, una definizione che richiama la natura operativa del luogo. Il visitatore non incontra soltanto oggetti esposti, ma può osservare macchinari ancora in funzione e procedimenti mantenuti attraverso il lavoro quotidiano.

Otto generazioni alla guida della bottega

La continuità della Grifani-Donati è legata alle generazioni familiari che si sono succedute nella conduzione dell’attività. Oggi la tradizione è affidata a Milos e Alberto Maria Ottaviani, esponenti dell’ottava generazione, affiancati dai genitori Giovanni Ottaviani e Adriana.

Giovanni Ottaviani rappresenta la settima generazione della famiglia. Insieme alla moglie ha portato avanti la produzione tipografica e calcografica, introducendo anche la litografia su pietra, la rilegatura e il restauro dei libri.

Il passaggio ai figli mantiene aperta la relazione fra memoria e futuro. Le conoscenze non sono conservate soltanto attraverso documenti e macchinari, ma vengono trasmesse mediante l’utilizzo concreto delle attrezzature e la prosecuzione della produzione artistica.

La famiglia Ottaviani ha descritto il laboratorio come un luogo di conoscenza e di sinergie. Nel tempo, la tipografia è diventata un riferimento per le industrie cittadine e ha attirato l’attenzione di artisti locali e internazionali, interessati a utilizzare le tecniche storiche per le proprie creazioni.

La stampa d’arte incontra gli autori contemporanei

La produzione artistica ha assunto un ruolo crescente nella storia più recente dell’attività. Il confronto con autori provenienti da esperienze differenti ha permesso di applicare tipografia, calcografia e litografia a linguaggi contemporanei, senza interrompere il rapporto con la tradizione.

Il laboratorio continua a offrire agli artisti la possibilità di realizzare opere uniche, lavorando con procedimenti e strumenti storici. Le antiche tecniche non vengono quindi presentate come pratiche concluse, ma come mezzi espressivi ancora disponibili per nuovi progetti.

Il contributo degli artisti ha rafforzato l’identità della piccola azienda e ampliato il ruolo culturale della tipografia. Alla produzione si sono aggiunti mostre, incontri ed eventi che hanno trasformato progressivamente la sede in un luogo di elaborazione e diffusione dell’arte grafica.

Il rapporto fra sapere artigiano e ricerca artistica costituisce uno degli elementi centrali del nuovo percorso museale. Il visitatore può conoscere l’evoluzione della bottega e comprendere come tecniche nate secoli fa continuino a essere utilizzate all’interno di esperienze creative attuali.

I riconoscimenti ottenuti nel 2025

Nel 2025 la Camera di Commercio dell’Umbria ha conferito alla Tipografia Grifani-Donati il riconoscimento di impresa storica. L’attestazione ha evidenziato il ruolo svolto nella conservazione e nella trasmissione delle antiche tecniche di stampa.

Nello stesso anno è arrivato anche il riconoscimento del Ministero della Cultura. La Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale dell’Umbria, insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, ha dichiarato di interesse particolarmente importante i macchinari, le attrezzature e gli arredi d’epoca conservati nella tipografia.

Il provvedimento attribuisce un valore ufficiale a un insieme di beni strettamente collegato alla storia della stampa, della tecnica e dell’industria. Il patrimonio viene riconosciuto anche come parte dell’identità culturale del territorio tifernate.

La tutela riguarda strumenti che non sono rimasti inattivi. La possibilità di continuare a utilizzarli permette di conservare non soltanto gli oggetti, ma anche i gesti, i procedimenti e le conoscenze necessari per farli funzionare.

Il valore riconosciuto dalle istituzioni cittadine

Il sindaco di Città di Castello Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi hanno sottolineato il valore della Tipografia Grifani-Donati per la comunità. La realtà è stata indicata come un’eccellenza e un motivo di orgoglio per il territorio.

Secondo gli amministratori, è arrivato il momento di considerare la tipografia anche come una vera istituzione cittadina. L’apertura del nuovo capitolo museale conferma una presenza capace di collegare la propria storia secolare alle prospettive future.

Le parole delle istituzioni hanno accompagnato una giornata dedicata al lavoro, alla memoria e alla continuità. Il riconoscimento pubblico riguarda sia la rarità delle attrezzature custodite sia la capacità della famiglia e dell’associazione di mantenerle accessibili e operative.

La Grifani-Donati viene così collocata nel patrimonio complessivo di Città di Castello. La tipografia non rappresenta soltanto un’attività produttiva tramandata nel tempo, ma anche un luogo nel quale la città può leggere parte della propria storia industriale, artistica e culturale.

Presentato il catalogo sulla settima generazione

Nel pomeriggio, nella sala del Consiglio del Comune di Città di Castello, è stato presentato il catalogo “Tipografia Grifani-Donati 1799. Settima generazione. Attività artigiana e museo”. All’incontro hanno preso parte istituzioni, amici e sostenitori.

La pubblicazione ripercorre più di due secoli di storia attraverso le generazioni che si sono alternate alla guida della bottega. Il racconto comprende l’attività artigiana, la nascita e lo sviluppo del museo, le mostre e gli appuntamenti organizzati nel corso degli anni.

Un ampio apparato fotografico e documentario accompagna la ricostruzione delle diverse fasi. Il volume testimonia il passaggio da impresa tipografica a luogo nel quale produzione, conservazione ed elaborazione culturale convivono.

Il catalogo dedica una particolare attenzione alla settima generazione, rappresentata da Giovanni Ottaviani e Adriana, e al lavoro compiuto per ampliare le tecniche praticate, consolidare la stampa d’arte e sviluppare il rapporto con autori italiani e internazionali.

Inaugurato il nuovo percorso museale

Dopo la presentazione del volume è stato inaugurato il nuovo percorso nella sede storica di Corso Cavour 4. L’intervento è stato realizzato grazie al contributo del Fondo per il funzionamento dei Piccoli Musei del Ministero della Cultura.

Il museo dispone ora di una nuova pannellistica dedicata alla storia della tipografia e alle tecniche utilizzate nel laboratorio. I contenuti accompagnano il pubblico fra macchinari, caratteri, attrezzature e testimonianze delle generazioni che hanno lavorato nella bottega.

Sono state inoltre realizzate da Tredueunovideo alcune videoguide accessibili attraverso codici QR. Il sistema consente ai visitatori di seguire autonomamente l’itinerario e di approfondire i diversi passaggi della visita.

Accanto alle macchine d’epoca, ai caratteri in piombo e agli strumenti di lavoro, il nuovo allestimento propone le sagome e i volti di alcuni dipendenti che hanno partecipato alla lunga storia dell’attività. La dimensione umana entra così nel racconto museale insieme alla tecnica e alla produzione.

Due mostre storiche tornano visitabili

Per l’occasione sono state riallestite due esposizioni legate alle precedenti attività culturali della Tipografia Grifani-Donati. All’interno della sede è tornata visitabile “Pentimenti Prints”, cartella realizzata nel 2012 da otto artisti australiani e italiani.

Il progetto era stato dedicato alla sperimentazione nell’ambito dell’arte grafica. La sua riproposizione mostra il rapporto costruito nel tempo fra il laboratorio tifernate e autori provenienti da contesti differenti.

Nella sala espositiva di Corso Cavour 5 è stata invece riallestita “Pietre Miliari”. La mostra comprende opere create da artisti italiani e internazionali in occasione dei 210 anni dalla fondazione della tipografia.

Entrambe le esposizioni resteranno aperte fino al 31 dicembre 2026. Le visite seguiranno gli orari del museo: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18; il sabato dalle 9 alle 12.

Dalla stampa a caratteri mobili alla bottega tifernate

La storia della Grifani-Donati si inserisce nel più ampio sviluppo della stampa in Italia. La tecnica a caratteri mobili, inventata dal tedesco Johannes Gutenberg alla metà del Quattrocento, si diffuse rapidamente nella penisola grazie alla vivacità economica e culturale delle città italiane.

A Subiaco la nuova tecnica era presente già nel 1465. A Città di Castello, nel 1538, i Priori affidarono ai tipografi ambulanti Antonio Mazzocchi da Cremona e ai fratelli Gucci da Cortona la stampa del Libro degli Statuti, il Liber Statorum.

Le stamperie attive prima della nascita della Grifani-Donati ebbero una durata limitata. La continuità pluricentenaria della bottega avviata nel 1799 rappresenta quindi un elemento distintivo nella storia delle attività grafiche cittadine.

In quell’anno si stabilirono a Città di Castello Francesco Donati e Bartolomeo Carlucci. Il lavoro di Francesco Donati pose le basi per la successiva evoluzione dell’impresa e per la trasmissione familiare che avrebbe attraversato i due secoli seguenti.

Le Memorie e l’arrivo dei caratteri bodoniani

Fra le opere principali stampate da Francesco Donati figurano le “Memorie Ecclesiastiche e Civili di Città di Castello”, scritte da monsignor Giovanni Muzi e pubblicate in 28 fascicoli.

Proprio per la realizzazione di queste edizioni furono importati a Città di Castello i caratteri bodoniani. La vicenda lega la bottega tifernate alla storia della tipografia italiana e alla ricerca formale sviluppata attraverso caratteri destinati a lasciare un’impronta riconoscibile sulla pagina.

Dopo la morte di Francesco Donati, l’attività passò al figlio Biagio e successivamente al nipote Giuseppe Grifani. Fu questo passaggio a determinare la denominazione Grifani-Donati, con la quale la tipografia intraprese il proprio cammino pluricentenario.

Alla morte di Giuseppe Grifani, la conduzione venne assunta dal figlio Ernesto. L’impresa passò poi al genero Alberto Ottaviani, marito di Elisabetta Grifani, e successivamente ai figli Mario e Italo.

Una tradizione ancora in movimento

La continuità raggiunge oggi Milos e Alberto Maria Ottaviani, che lavorano insieme ai genitori Giovanni e Adriana. L’ottava generazione mantiene la produzione d’arte e porta avanti le antiche tecniche di stampa, conservando il carattere operativo della tipografia.

L’Associazione Caratteri dal 1799 ODV contribuisce alla gestione del Museo Vivente e alla valorizzazione del patrimonio. La sua attività ha reso il laboratorio un punto di incontro fra artigianato, arte, memoria e cultura, aprendolo a nuove generazioni, studiosi, cittadini e visitatori.

Le celebrazioni dei 225 anni e dei trent’anni di attività artigiana hanno quindi segnato un passaggio ulteriore. Il nuovo percorso non modifica l’identità della bottega, ma offre altri strumenti per raccontarla e renderla accessibile.

Macchinari, caratteri, opere, documenti e videoguide compongono un itinerario nel quale la storia non è separata dal lavoro. Alla Grifani-Donati le attrezzature continuano a funzionare e le tecniche vengono ancora praticate, carattere dopo carattere.

La tipografia resta così una realtà produttiva e museale insieme. Una storia cominciata nel 1799, attraversata da otto generazioni e affidata oggi a un sapere artigiano che continua a collegare memoria, arte e futuro.

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