Complesso di San Domenico: il convegno sul restauro

Complesso di San Domenico: il convegno sul restauro

Il restauro del Chiostro e della Carità in Città di Castello

CITTÀ DI CASTELLO, 22 06 2026 – Un importante appuntamento culturale accenderà i riflettori sul patrimonio storico e artistico locale, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello. Il prestigioso complesso monumentale di San Domenico, uno scrigno architettonico composto dal suggestivo chiostro e dalla ex chiesa di Santa Maria della Carità, sarà infatti il fulcro di un articolato convegno di studi promosso dall’Amministrazione Comunale attraverso l’Assessorato alla Cultura e al Patrimonio. L’evento, curato interamente dalla storica dell’arte Francesca Abbozzo, è fissato per la giornata di mercoledì 24 giugno 2026. I lavori scientifici si svilupperanno lungo l’intero arco della giornata, articolandosi in una sessione mattutina e in una pomeridiana, per poi concludersi con un’esclusiva visita guidata all’interno del sito monumentale recuperato. Il focus dell’incontro ruota attorno ai percorsi di conservazione e valorizzazione messi in atto durante l’imponente campagna di interventi. Sotto il titolo programmatico Il Restauro del Chiostro ed ex Chiesa della Carità. Conservazione e Valorizzazione. Nuovi percorsi di memoria e conoscenza, esperti del settore si confronteranno sulle ultime scoperte e sulle metodologie applicate.

Complesso di San Domenico: il convegno sul restauro

L’inaugurazione ufficiale avvenuta nello scorso mese di marzo ha sancito la restituzione del complesso alla pubblica fruizione. Da quel momento, lo storico spazio è tornato a essere una meta privilegiata sia per i flussi turistici sia per la stessa comunità locale. L’assessore Michela Botteghi ha sottolineato come l’area abbia storicamente ricoperto un ruolo di assoluta centralità nelle dinamiche della vita civile, sociale e religiosa della città. La recente riscoperta e il successivo recupero strutturale della ex Chiesa della Carità hanno aumentato notevolmente l’interesse scientifico e il fascino estetico del luogo, svelando una stratificazione storica complessa che affonda le proprie radici nelle primissime fasi di sviluppo dell’insediamento urbano. L’obiettivo primario di questa giornata di studio consiste proprio nella ricostruzione accurata delle vicende storiche, approfondendo le ipotesi evolutive legate alle strutture e ai diversi soggetti che ne hanno occupato gli spazi nel corso dei secoli. Questa iniziativa rappresenta la naturale evoluzione scientifica di un precedente tavolo di confronto svoltosi nel 2012, mantenendo una linea di continuità metodologica affidata nuovamente alla competenza di Francesca Abbozzo.

I risultati concreti del grande intervento conservativo offrono oggi una chiave di lettura inedita che supera i confini puramente temporali delle murature medievali. Gli esperti evidenziano come le indagini abbiano portato alla luce l’evidenza di mutamenti urbanistici di ampio respiro, determinati da preesistenze di carattere prettamente archeologico. La curatrice Francesca Abbozzo ha evidenziato come l’operazione abbia consentito una totale valorizzazione del sito, garantendo una felice e condivisa fruizione pubblica delle sue molteplici valenze storiche e simboliche.

La sessione mattutina prenderà il via alle ore 10.00 con i saluti istituzionali del sindaco Luca Secondi, accompagnato dall’assessore Michela Botteghi e da Giovanni Luca Delogu, esponente della Soprintendenza che ha esercitato l’Alta Sorveglianza sull’intero cantiere di recupero. Subito dopo si entrerà nel vivo della discussione con l’intervento dell’archeologa Marisa Scarpignato, incentrato sui legami tra l’antica Tifernum Tiberinum e la continuità dello sviluppo urbano all’interno del tessuto cittadino contemporaneo. Successivamente, l’ingegnere Giovanni Cangi proporrà un’analisi tecnica focalizzata sulla lettura urbanistica e architettonica del manufatto. La prima parte dei lavori si chiuderà con la relazione di Francesca Abbozzo, dedicata all’aula medievale sorta nel settimo decennio del dodicesimo secolo, un ambiente inizialmente adibito a sala di preghiera e accoglienza e soltanto in seguito denominato Santa Maria della Carità.

I lavori riprenderanno nel pomeriggio a partire dalle ore 15.00 con una nuova relazione di Francesca Abbozzo incentrata sulle operazioni di recupero, interpretazione critica e valorizzazione del ciclo decorativo parietale, rimasto a lungo inedito e situato proprio all’interno della ex chiesa. Di seguito si aprirà un tavolo tecnico coordinato dallo storico dell’arte Lorenzo Fiorucci, anch’egli esponente della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria. Durante questo spazio, intitolato Il restauro delle pareti del Chiostro di San Domenico. Metodi e prassi, verranno analizzati nel dettaglio i protocolli operativi adottati dalle imprese esecutrici e dai progettisti. Il dibattito vedrà la partecipazione attiva dello storico dell’arte Giovanni Luca Delogu e dei professionisti Nicola Falcini per l’azienda Cesa, Paolo Pecorelli per la ditta Estia e Valerio Borzacchini in rappresentanza del raggruppamento Progest, che ha curato la direzione generale dei lavori.

Al termine dell’intera giornata di studi, alle ore 17.00, gli specialisti accompagneranno il pubblico in una approfondita visita guidata per illustrare dal vivo gli esiti dei restauri.

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