Un addio carico di fede per la nuova missione in Medio Oriente
MONTONE, 9-2-26 – Il cuore pulsante dell’Alta Valle del Tevere si è fermato ieri mattina per rendere omaggio a una presenza che, per secoli, ha rappresentato un pilastro di carità e spiritualità. La comunità locale si è riunita per un momento di profonda vicinanza alle Sorelle Clarisse, ormai prossime al trasferimento per l’apertura di una nuova sede monastica in territorio libanese. All’interno della chiesa parrocchiale, sotto la guida attenta di don Pietro Bartolini, si è consumato un saluto che ha mescolato il fervore religioso alla commozione civile, coinvolgendo fedeli storici e semplici cittadini. Questo primo incontro, dal carattere intimo, anticipa il grande evento collettivo fissato per sabato 14 febbraio alle ore 16.30, quando l’intero borgo potrà stringersi un’ultima volta attorno alle religiose prima della loro partenza verso il Medio Oriente, come riferisce il comunicato della Redazione Stampa – Provincia di Perugia.
Durante la toccante omelia, il parroco ha voluto ripercorrere i fili invisibili ma d’acciaio che legano il monastero alla vita quotidiana dei residenti. Le Clarisse non sono state figure distanti, ma protagoniste attive dell’economia e del sociale. Don Pietro ha ricordato con orgoglio l’epoca della maglieria, quando le sorelle collaboravano attivamente con il laboratorio di Luisa Spagnoli, dando impiego e dignità a molte donne del paese. La loro scuola di ricamo e rammendo ha forgiato mani sapienti e garantito un mestiere a intere generazioni, così come l’asilo ospitato nelle strutture del convento è stato la prima casa per centinaia di bambini. Dalla cura dell’altare all’accoglienza incondizionata per chiunque bussasse alla loro porta, le suore hanno incarnato il concetto di lampada accesa che illumina l’intera stanza, come richiamato dalle Scritture.
Il valore di questa presenza è stato suggellato da una simbolica quanto intensa stretta di mano che ha visto protagonisti il parroco, il sindaco Mirco Rinaldi e le stesse monache. In questo gesto si è concentrata la gratitudine di un’intera città che vede partire un pezzo fondamentale della propria identità. Nonostante il dispiacere e lo sconcerto che molti hanno manifestato per questo distacco, prevale la fierezza di sapere che lo spirito di Montone troverà casa in una terra martoriata e complessa come il Libano. Il primo cittadino ha sottolineato come la partenza non sia un addio definitivo, ma la trasformazione di un legame in una missione di pace internazionale, portando i valori umbri in un contesto dove la speranza è oggi più necessaria che mai.
La cerimonia si è conclusa con un gesto di rara dolcezza: i bambini del catechismo hanno omaggiato ogni sorella con una rosa bianca, accompagnata da messaggi di augurio scritti a mano. Le Clarisse, visibilmente commosse, hanno espresso il loro ringraziamento più sincero, promettendo che il cammino fatto insieme resterà scolpito nella loro memoria e nelle loro preghiere. Sebbene il monastero si svuoti fisicamente, l’eredità del bene seminato in questi anni continuerà a dare frutti nella comunità, mentre le religiose si apprestano a diventare ambasciatrici di solidarietà e fede oltre i confini nazionali, confermando che la vocazione, quando è autentica, non conosce confini ma solo orizzonti da illuminare.

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