Città di Castello il sindaco barone festeggia Monte Ruperto

Città di Castello il sindaco barone festeggia Monte Ruperto

770° anniversario dell’assoggettamento a Città di Castello

CITTÀ DI CASTELLO, 15 giugno 2026 – Un legame storico lungo quasi otto secoli si rinnova attraverso una serie di iniziative culturali e istituzionali che mettono in luce una delle anomalie geografiche e nobiliari più curiose d’Italia, come riporta il comunicato stampa di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello. Il comune tifernate si appresta a celebrare il 770° anniversario dell’atto di assoggettamento della Baronia di Monte Ruperto, un piccolo territorio situato interamente all’interno della regione Marche, incastonato tra le località di Apecchio e Sant’Angelo in Vado. Questa particolare configurazione territoriale, definita in termini tecnici come exclave, conferisce al primo cittadino in carica di Città di Castello il titolo simbolico e temporaneo di barone, una prerogativa unica che dura esclusivamente per il tempo del suo mandato amministrativo. Il programma delle celebrazioni, intitolato ufficialmente “La Baronia di Monte Ruperto (25 giugno 1256 – 25 giugno 2026): Celebrazione del 770° anniversario della assegnazione a Città di Castello”, è stato illustrato dettagliatamente alla presenza delle autorità locali, evidenziando una fitta rete di appuntamenti che spaziano dalle rilevazioni astronomiche alle rievocazioni in costume medievale.

Per comprendere appieno il valore di questa ricorrenza occorre fare un salto indietro nel tempo fino alla metà del tredicesimo secolo. Secondo quanto tramandato dalle cronache storiche e documentato nel primo volume delle Memorie Civili di Città di Castello, redatto nel 1844 dallo storico Giovanni Muzi, la svolta per la piccola comunità appenninica avvenne precisamente il 25 giugno 1256. In quella data solenne, gli abitanti del piccolo borgo di Monte Ruperto decisero spontaneamente di sottomettersi all’autorità del comune tifernate, giurando fedeltà e promettendo di rispettare i decreti emessi dal podestà dell’epoca. Dietro questa decisione istituzionale si cela una narrazione popolare legata a una drammatica emergenza climatica e umanitaria. La leggenda narra infatti che, a causa di straordinarie e prolungate nevicate che avevano completamente isolato l’Appennino, una grave carestia avesse colpito duramente il territorio del baronato. Mentre i centri urbani geograficamente più vicini negarono qualsiasi tipo di soccorso alla popolazione stremata, la città di Città di Castello, nonostante le evidenti difficoltà logistiche e la distanza stradale del tempo, decise di inviare i viveri e le provviste necessarie per garantire la sopravvivenza della comunità locale. Il barone del luogo, rimasto senza eredi diretti e profondamente riconoscente per l’aiuto ricevuto in un momento così drammatico, scelse di cedere la sovranità del proprio piccolo feudo al gonfaloniere della città umbra, formalizzando un passaggio di poteri che si è tramandato intatto fino ai giorni nostri.

Il calendario delle manifestazioni si aprirà ufficialmente in concomitanza con il solstizio d’estate, sfruttando la peculiarità geografica dell’exclave per dare vita a un singolare esperimento scientifico e divulgativo. L’ingegner Giovanni Cangi, esperto della materia, coordinerà un’operazione di misurazione temporale volta a quantificare l’esatto scarto cronometrico che intercorre tra il sorgere del sole a Monte Ruperto, che rappresenta il punto situato più a est dell’intero territorio comunale tifernate, e la successiva alba visibile dalla torre civica del centro storico umbro. Questa sfida contro il tempo permetterà di stabilire con precisione matematica quanti minuti prima il sindaco, nella sua veste ideale di barone, possa vedere la luce del giorno rispetto ai suoi concittadini della vallata principale.

Il Club Alpino Italiano ha inserito nel programma un’escursione notturna guidata dal presidente locale Claudio Busco. I partecipanti si ritroveranno alle prime ore del mattino per intraprendere un cammino sotto le stelle lungo un percorso ad anello classificato con difficoltà escursionistica. L’itinerario condurrà il gruppo fino alla località di Casa San Donato, dove gli escursionisti attenderanno il sorgere del sole per assistere a una dettagliata spiegazione tecnica sugli orientamenti solstiziali curata dallo stesso Cangi.

L’aspetto più strettamente storico e folcloristico dell’anniversario vedrà il coinvolgimento diretto della Compagnia dei Balestrieri, sotto la supervisione del presidente Francesco Izzo. Gli organizzatori allestiranno un vero e proprio accampamento militare d’epoca direttamente sul territorio di Monte Ruperto, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nella vita quotidiana del medioevo attraverso dimostrazioni pratiche di antichi mestieri artigianali, simulazioni di combattimento e giochi storici dedicati ad adulti e bambini.

Le celebrazioni si sposteranno successivamente nel centro urbano principale, dove la dimensione storica assumerà una sfumatura più ironica e teatrale. È prevista infatti la messa in scena di una rappresentazione intitolata “EVVIVA IL SINDACO BARONE. La Baronia che c’è ancora…”, un’opera pensata specificamente per divulgare in modo leggero ma rigoroso le vicende di questa anomalia istituzionale che rende il comune altotiberino un caso di assoluta unicità nel panorama amministrativo nazionale.

Il momento centrale della settimana di festeggiamenti coinciderà esattamente con il giorno del 770° anniversario. La giornata si aprirà con la partenza di un imponente corteo storico in costume che attraverserà le vie principali della città per culminare all’interno della residenza municipale. Nella Sala Consiliare si terrà un incontro pubblico formale che vedrà gli interventi del sindaco Luca Secondi e dell’assessore alla cultura Michela Botteghi. L’amministrazione comunale ha inoltre predisposto l’istituzione del Ruperto, una speciale moneta celebrativa di natura simbolica che verrà consegnata ufficialmente a studiosi, personalità e figure istituzionali che negli anni hanno contribuito a mantenere viva la memoria storica dell’exclave marchigiana.

Il vicesindaco Giuseppe Bernicchi ha espresso la chiara intenzione della giunta di trasformare questa ricorrenza in un evento a cadenza annuale fissa, inserendolo all’interno di un piano più vasto di valorizzazione turistica e culturale del patrimonio territoriale. Durante l’assemblea verrà inoltre presentato un opuscolo informativo aggiornato e arricchito da contributi storici inediti, volto a favorire la conoscenza di un luogo identitario fondamentale per la comunità. L’intera macchina organizzativa ha beneficiato del lavoro di coordinamento logistico svolto dal capo di gabinetto Gaspare Pierangeli, che ha raccordato le diverse associazioni del territorio.

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