Città di Castello, Presto la biblioteca Franchetti aperta al pubblico

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“Presto gli oltre 6000 volumi della biblioteca dei baroni Franchetti potranno essere consultati”: lo annuncia il vicesindaco e assessore alle Politiche culturali del comune di Città di Castello Michele Bettarelli, spiegando come il servizio sia in fase di allestimento e diventerà effettivo in concomitanza con il passaggio del Centro Studi Villa Montesca da consorzio in fondazione e quindi con un diverso protagonismo degli enti pubblici nell’attività.

L’Amministrazione comunale sta già procedendo alla predisposizione dei volumi e alla loro sistemazione negli scaffali, seguendo l’ordine e la posizione, che a suo tempo aveva deciso il barone, così da riprodurre, nei dettagli e nella visione logica del grande patrimonio librario che ci ha lasciato, l’atmosfera di Villa Montesca, quando i loro abitanti erano Leopoldo ed Alice. Il lavoro è imponente e richiede un’applicazione sia tecnica che scientifica.

All’archiviazione, già compiuta, sta seguendo un’opera di verifica delle condizioni e di controllo della conservazione perché la consultazione av-venga in sicurezza e non pregiudichi l’integrità di una biblioteca dal valore inestimabile. Ciò è reso possibile dal coordinamento tra Biblioteca comunale, Centro Studi, Cooperativa Poliedro e dalla disponibilità di cittadini volontari, che ringrazio davvero per la disponibilità”. “Senza roboanti proclami o atti di indirizzo gratuiti” conclude l’assessore “il Comune da anni sta lavorando alla valorizzazione del lascito morale e materiale dei baroni.

Aprire alla consultazione i 6130 volumi è un modo concreto, diretto, attuale, per ricreare quel legame tra tifernati e baroni che per lunghi decenni si sviluppò con ricadute sociali positive, di cui a tutt’oggi cogliamo i frutti.

Rendere di fruizione pubblica l’archivio delle scuole rurali non è che un passo verso la consultazione di tutto il patrimonio documentale e librario a vantaggio degli studiosi, che da tutto il mondo vengono a Villa Montesca, e al servizio del rinnovato interesse della comunità scientifica e pedagogica per il Metodo Montessori”.

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