Casi Covid alla Muzi Betti, interpellanza di Fdi in consiglio comunale

 
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Covid-19, morti altri 2 anziani della Asp Muzi Betti

Casi Covid alla Muzi Betti, interpellanza di Fdi in consiglio comunale

Casi di Covid alla Muzi Betti di Città di Castello: domani, giovedì 28 gennaio 2021, si riunirà la commissione Servizi del comune per ascoltare i vertici della Casa di riposo ma il consiglio comunale ne ha parlato anche nella seduta del 25 gennaio su impulso di un’interpellanza di Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia: “La mia intenzione coinvolgere il consiglio per individuare lo strumento giusto ad approfondire che cosa è successo alle Opere Pie Muzi Betti. Non credo che sia giusto bypassare questo documento e aver convocato un audizione della Commissione Servizi. Cosa è successo in questi giorni? I primi contagiati alla Muzi Betti non erano nel focolaio che ha prodotto un boom ma risalgono a molto tempo prima. Si deve fare chiarezza, ci sono protocolli ad hoc su come comportarsi ma non perdiamo di vista che l’ASP Muzi Betti ha come ospiti non solo soggetti deboli per l’età o la non autosufficienza ma anche altri soggetti che con difficoltà possono rispettare regole e di questo dovremmo parlare senza infingimenti. Non basta il Cda della Muzi Betti ma dobbiamo ascoltare tutte le parti e vedere anche le cartelle. Non voglio che la commissione diventi un Tribunale ma fare stare tranquilla la comunità facendo chiarezza. C’ anche la fatalità tra le cause”.
Nella risposta il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “E’ difficile risalire al motivo del contagio. Per molto tempo è stata l’unica RSA indenne dal Covid. Si verificò il caso di una signora centenaria, guarita. Poi sono stati fatti regolarmente tamponi ad ospiti e operatori, tutti negativi. Anche se questo stato è molto provvisorio. Dopo pochissimi giorni dai tamponi negativi, si è verificato il focolaio che ha prodotto 100 positivi. Città di Castello dalla quota più bassa ha avuto un contraccolpo statistico dal fatto che quasi tutti ospiti ed operatori erano contagiati. In una situazione di grande difficoltà quale è stata, il Cda ha reagito molto positivamente, affiancato dal ASL, anche con risorse umane, abbiamo tenuto qui tutti i pazienti. E’ stata creata una zona bianca dentro Muzi Betti per i negativizzati. Oggi gli ospiti guariti vengono riportati dentro Muzi Betti in un’apposita area con tutta l’assistenza necessaria. La risposta su come si è sviluppato non ci compete: c’è stata negligenza? La risposta è impossibile. Nessun ricoverato ha portato il COVID e i parenti non vengono ricevuti. La certezza è solo questa ma poi entriamo nel giallo. Probabilmente qualcuno era positivo e non lo sapeva. L’audizione in commissione è opportuna e con trasparenza ci farà capire cosa il Cda ha fatto. Il problema è che nel corso dell’ultima giornata sono decedute 4 persone che erano ospiti di Muzi Betti. Tutte molte anziane. E’ facile lanciare strali ma dobbiamo essere seri. Valuterete quello che hanno fatto”.
Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha parlato: “Della spoliazione della ASL degli infermieri migliori di Muzi Betti. Se il personale fosse stato mantenuto con un grado di esperienza alto, forse non si sarebbe verificato”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha parlato di “un’interpellanza non inquisitoria ma politica. Per mesi abbiamo visto trionfalismi da parte del CDA della Muzi Betti sulla loro capacità di gestire il contesto e che non c’era nessun contagiato. Poi all’improvviso è scoppiata la tragedia e si è avuto un silenzio assordante, triste. Politicamente mi chiedo se prima era un trionfo e poi nella tragedia c’è il silenzio, è un problema politico, secondario rispetto quello umano ma è un problema. Mi sarei aspettato le dimissioni del presidente nelle mani del sindaco. Ci saranno delle indagini e si chiarirà. Razionalità, sincerità e giusta correttezza richiede un passo indietro del consiglio di amministrazione”.
Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, si è detta colpita dalla “tragicità della vicenda. Sono persone anziane ma sarebbero morte comunque? Non si può dire siamo i più bravi perché non siamo contagiati, dato che era chiaro che prima o poi sarebbe successo. Ma il problema è se ci fosse stato un piano B con i primi contagi. Qualcosa deve non aver funzionato se da 10 si è passati a 100. I contagi sono plausibili, sono occorsi in tante rsa, ma l’estensione è stata fuori controllo. In cosa si è sbagliato? Anche come amministratori. La giusta commissione a capire è la Controllo e Garanzia. Lignani chiedeva che il consiglio si esprimesse su quale fosse lo strumento più idoneo”. Marco Gasperi, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “La problematica non è di chi è la colpa tra chi lavora lì dentro come una missione ma quali problemi hanno riguardato i protocolli. Non sono stati rispettati, non sono adeguati? Dobbiamo andare in Commissione ma no quella di Procelli e neanche Controllo e Garanzia, ma una commissione d’inchiesta. E’ questo lo strumento, altrimenti sarebbe uno sminuire. Che siano anziane le vittime non cambia la sostanza”.
Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha parlato “di un momento di politica insalubre. La Commissione d’inchiesta me la sarei aspettata rispetto alla Regioen Umbria nell’adeguatezza ad affrontare l’emergenza, per non aver approvato il piano sanitario regionale, per il fallimento del tracciamento ma non cercare il capo espiatorio, chiedendo le dimissioni del CDA. Questo è grave. Va bene chiarezza, confronto e trasparenza ma qual è la differenza con l’audizione in commissione Servizi. Noi non siamo adeguati ad esprimere giudizi, dobbiamo entrare in un contesto sanitario che non conosciamo. E’ pretestuosa la commissione speciale. Questo è un virus maledetto: se entra in uan scuola chiediamo le dimissioni del preside, in un autobus dell’autista. Va potenziato il sistema dei vaccini ma dobbiamo dare solidarietà alla Muzi Betti per tutto quello che ha fatto sia al CDA che agli operatori. Non è l’unica rsa colpita da contagi ma solo a Città di Castello è stata chiesta una commissione d’inchiesta”.
Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici, ha detto: “Bisogna avere una visione seria e responsabile: le rsa hanno avuto in tutta Italia un’alta mortalità. Non mi stupisce il contagio così alto a Muzi Betti. Oggi in una struttura ci sono stati 48 positivi e 4 deceduto dall’individuazione del focolaio. Io credo che Muzi Betti abbia fatto tutto il possibile. Poi c’è l’imponderabile. Ritengo inutile la commissione d’inchiesta e quella Controllo e Garanzia, bene la commissione Servizi per capire da chi ha responsabilità come è avvenuta un’evoluzione così rapida e cosa si è fatto per contrastare il contagio”.
Lignani ha replicato: “Rivendico ogni parola. Abbiamo la conferma di una tragedia e non era possibile rimane silenti perché ce ne avrebbe chiesto conto la comunità cittadina. Altri hanno fatto politica  dando le colpe alla Regione. Io ho chiesto chiarezza. Ci sono questi strumenti conoscitivi nel consiglio comunale e specula chi non li vuole. Ha senso raccogliere firme per una commissione condivisa, ne bastavano poche ma volevo che fosse individuato uno spazio condiviso. Io chiedo a Procelli di non fermarsi all’audizione del Cda ma allargarle anche ad altri parte in causa in seduta riservata. Pensate che i parenti di chi è venuto a mancare non vogliano questo? Perché bisogna sentire una campana sola?”. Il sindaco ha concluso il dibattito dicendo che “Sono d’accordo a fare una commissione Servizi e che sia allargata ad esempio ad ASL. Muzi Betti è stata miracolata in questi mesi: se il Covid colpisce una persona di 30 anni i rischi sono molto minori, quando colpisce persone anziane la mortalità più alta e per questo ho citato le date di nascita. E’ vero quello che diceva Rigucci è vero nel senso che c’è stata una trasmigrazione molto forte da Muzi Betti ad Asl, perché Asl con l’acqua alla gola per l’emergenza Covid cercava operatori. Non è colpa di nessuno, è stata una scelta personale. Muzi Betti, con l’aiuto di Asl, è dovuta correre ai ripari e alcuni infermieri da Asl si sono trasferiti a Muzi Betti. Sono convinto che si è lavorato con il massimo scrupolo e seriamente. Bene la commissione, gli operatori essendo giovani non sembra che abbiano avuto conseguenze particolari, per gli ospiti il decorso è più complesso perché hanno fragilità pregresse importanti. Queste persone molto anziane sono le prime che devono avere i vaccini e sono stati fatti. Questa è l’unica soluzione, tutto il resto non è risolutivo”.

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