Breast Unit compie dieci anni, cresce la rete senologica umbra

Cure più rapide e oltre mille interventi nella rete regionale 2025

Breast Unit compie dieci anni – La Breast Unit dell’ospedale di Città di Castello celebra dieci anni di attività e diventa il punto di partenza per una riflessione sul futuro della senologia in Umbria. Il convegno “10 anni insieme: traguardi e prospettive della Breast Unit e sviluppo del Pdta regionale”, ospitato venerdì 3 luglio nel Chiostro San Domenico, ha riunito istituzioni, dirigenti sanitari e professionisti per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive della rete oncologica dedicata al tumore della mammella.

L’iniziativa, promossa dall’Azienda sanitaria insieme alla direzione del Presidio ospedaliero Alto Tevere, ha posto al centro il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale della mammella, evidenziando il ruolo sempre più strategico della collaborazione tra ospedali, territorio e innovazione tecnologica per garantire cure tempestive e personalizzate.

Dieci anni di attività e numeri in crescita

L’anniversario della Breast Unit coincide con un periodo caratterizzato da un progressivo incremento dell’attività chirurgica. Nel 2025 le quattro Breast Unit umbre, operative negli ospedali di Città di Castello, Perugia, Foligno e Terni, hanno eseguito complessivamente 1.075 interventi chirurgici per il trattamento del tumore al seno.

Di questi, 333 sono stati effettuati dalla struttura dell’Alto Tevere, confermando il ruolo centrale del presidio tifernate all’interno della rete regionale. L’andamento conferma una crescita costante rispetto agli anni precedenti: nel 2024 gli interventi complessivi erano stati 1.006, mentre nel 2023 si erano fermati a 976.

L’incremento dell’attività rappresenta uno degli indicatori utilizzati per valutare l’efficienza della rete senologica regionale, costruita negli ultimi anni attraverso una collaborazione stabile tra le diverse strutture sanitarie umbre.

Tempi di attesa rispettati per gli interventi urgenti

Tra gli aspetti più significativi emersi durante il convegno figurano gli indicatori relativi ai Percorsi preventivi diagnostici terapeutici assistenziali della Breast Unit di Città di Castello.

Nei primi cinque mesi del 2026 tutti gli interventi chirurgici classificati in classe A, cioè quelli da eseguire entro trenta giorni, sono stati effettuati rispettando integralmente i tempi previsti. Un risultato che evidenzia un deciso miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando il rispetto dei tempi riguardava circa un quinto dei casi.

Il dato testimonia il rafforzamento dell’organizzazione sanitaria e della capacità di risposta della struttura, elemento ritenuto fondamentale per garantire efficacia clinica e qualità dell’assistenza.

Il confronto tra istituzioni e professionisti

Ad aprire il convegno sono stati i saluti istituzionali della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, del sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, e della presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Perugia, Verena De Angelis.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito come la Breast Unit abbia rappresentato la prima rete oncologica strutturata realizzata in Umbria, successivamente inserita nel nuovo Piano sociosanitario regionale.

L’attenzione è stata rivolta anche alle recenti scelte regionali in materia di prevenzione, con l’estensione dello screening mammografico alle donne a partire dai 45 anni, misura finalizzata ad anticipare la diagnosi e favorire interventi sempre più precoci.

La rete oncologica guarda all’innovazione

Tra gli interventi tecnici sono stati presentati gli aggiornamenti sull’evoluzione della Rete oncologica regionale dell’Umbria e del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale dedicato alla mammella.

La direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, ha illustrato gli indicatori di qualità raggiunti dalla rete, evidenziando il recupero dei livelli di attività precedenti all’emergenza pandemica.

Nel 2025 gli interventi chirurgici per tumore maligno della mammella hanno infatti superato i livelli registrati nel 2019, mentre il rispetto dei tempi previsti per gli interventi prioritari ha raggiunto risultati particolarmente significativi nelle aziende sanitarie umbre.

Screening mammografico e intelligenza artificiale

Ampio spazio è stato dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nello screening mammografico, illustrate dal direttore generale della Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti.

L’Umbria rappresenta la seconda regione italiana ad avere introdotto questa tecnologia nel programma di screening, dopo il Veneto.

I risultati del primo anno di utilizzo mostrano una riduzione dei tempi medi di refertazione, passati da 25 a 20,6 giorni. Parallelamente è aumentata la capacità di individuare casi positivi, con un miglioramento dell’efficacia diagnostica e un incremento dei richiami per approfondimenti clinici.

Dal mese di settembre prenderà inoltre avvio un progetto pilota dedicato al supporto della lettura degli esami e al triage algoritmico. Il nuovo modello interesserà gli esami classificati a basso rischio, mantenendo un monitoraggio continuo attraverso gli stessi indicatori utilizzati nella refertazione tradizionale.

Un modello costruito attorno alla paziente

La seconda parte del convegno ha ripercorso l’evoluzione organizzativa della Breast Unit della Usl Umbria 1 nel corso del suo primo decennio di attività.

L’esperienza maturata ha consolidato un modello multidisciplinare nel quale collaborano specialisti ospedalieri, medicina territoriale, anestesisti, chirurghi ricostruttivi, psicologi, professionisti della riabilitazione e associazioni di volontariato.

Il confronto ha messo in evidenza come il percorso assistenziale sia progressivamente diventato sempre più integrato, favorendo una presa in carico completa della paziente dalla diagnosi fino al follow-up.

Tra i temi affrontati figurano anche le innovazioni nelle tecniche anestesiologiche, gli interventi ricostruttivi, il supporto psicologico e la riabilitazione, elementi considerati parte integrante del percorso di cura.

Le conclusioni del convegno hanno confermato l’obiettivo della rete senologica umbra di proseguire lungo un percorso fondato su innovazione, integrazione tra servizi e miglioramento continuo della qualità assistenziale, con particolare attenzione alla tempestività delle cure e alla personalizzazione degli interventi.

Le referenti scientifiche dell’iniziativa sono state Gioia Calagreti, dirigente medico del Presidio ospedaliero Alto Tevere e referente Afi Rischio Clinico della Usl Umbria 1, e Marina Alessandro, direttrice del Dipartimento dei Servizi della Usl Umbria 1.

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