Le iniziative storiche per l’exclave di Città di Castello
CITTÀ DI CASTELLO, 22 06 2026 – Una singolare anomalia geografica diventa l’occasione per riscoprire antichi legami comunitari e tradizioni secolari, come riferisce il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello. Il territorio comunale si prepara a festeggiare una ricorrenza dal profondo valore identitario. Nella giornata di giovedì 25 giugno 2026, avranno infatti luogo le celebrazioni ufficiali per il 770° anniversario della Baronia di Monte Ruperto. Questa porzione di terra costituisce una nota exclave amministrativa umbra situata all’interno dei confini della regione Marche, precisamente incastonata tra i territori municipali di Apecchio e di Sant’Angelo in Vado. L’evento pubblico, promosso direttamente dall’Amministrazione Comunale, prenderà il via nel tardo pomeriggio con un corteo storico che sfilerà per le vie del centro. Di seguito, i lavori si sposteranno all’interno della Sala Consiliare per una cerimonia istituzionale volta a ripercorrere le tappe di questo legame medievale. La manifestazione giunge all’indomani del grande riscontro mediatico ottenuto grazie alla certificazione scientifica delle due albe. Durante il recente solstizio d’estate, è stato infatti documentato che la luce solare sorge con uno scarto temporale di dodici minuti tra l’estremità orientale dell’exclave e il nucleo urbano principale. Questa curiosità scientifica ha conquistato l’attenzione dei telegiornali nazionali.
La genesi di questo particolare assetto territoriale risiede in un preciso avvenimento storico. Anticamente l’area di Monte Ruperto si presentava come un distretto aspramente conteso tra opposte fazioni militari e famiglie nobiliari rivali. Una svolta definitiva si registrò il 25 giugno 1256, quando la popolazione locale scelse volontariamente di assoggettarsi alla giurisdizione tifernate. Come riportato nelle antiche cronache civiche pubblicate dallo storico Giovanni Muzi a metà dell’ottocento, gli abitanti del borgo prestarono formale giuramento di fedeltà e obbedienza alle direttive del podestà. Tale sottomissione formale decretò l’unione indissolubile con il centro umbro.
Per rievocare solennemente questo passaggio politico, il programma ufficiale del 2026 prevede il raduno dei partecipanti alle ore 17.30 in Largo Gildoni, da dove partirà la sfilata dei figuranti in abiti d’epoca. Successivamente, alle ore 18.00, le autorità si riuniranno nella Sala Consiliare per dare inizio alla parte scientifica e istituzionale della ricorrenza. L’incontro vedrà i saluti del primo cittadino Luca Secondi e dell’assessore alla cultura Michela Botteghi, affiancati per l’occasione dai rappresentanti istituzionali dei comuni marchigiani confinanti, tra cui il sindaco di Apecchio Vittorio Nicolucci, unione utile a rinsaldare un antico patto di vicinato e cooperazione.
Nel corso della cerimonia verrà presentato al pubblico un opuscolo monografico dedicato alla storia e alle peculiarità della Baronia. La pubblicazione editoriale, data alle stampe dalla casa editrice Nuova Prhomos, vede la curatela tecnica di Giovanni Cangi e Marco Conti. Il volume si configura come una sintesi accurata e documentata basata su ricerche d’archivio precedenti. Questa nuova edizione viene inoltre arricchita da un saggio inedito redatto originariamente nel 1971 dal presbitero e studioso Don Angelo Ascani, oltre che da un prezioso apporto scientifico firmato dallo storico Alvaro Tacchini. In concomitanza con la presentazione editoriale, i tecnici illustreranno nel dettaglio i risultati matematici emersi dalle misurazioni astronomiche effettuate sul campo. L’indagine è stata coordinata dal Comune con il supporto operativo della Compagnia dei Balestrieri, del Club Alpino Italiano e del personale del Distaccamento dei Vigili del Fuoco. Le rilevazioni combinate tra la Torre Civica e l’exclave hanno confermato empiricamente il tempo esatto in cui il sole sorge sui diversi punti del territorio.
La serata prevede un momento formale di grande rilievo simbolico mediante la prima consegna ufficiale del Ruperto. Questa moneta celebrativa verrà d’ora in avanti conferita annualmente a personalità, studiosi o enti che si sono distinti nel tempo per aver mantenuto vivi i rapporti storici e culturali con la Baronia. L’intenzione dichiarata della giunta comunale è infatti quella di trasformare questa ricorrenza in un appuntamento fisso nel calendario delle manifestazioni cittadine.
Una parte significativa degli studi moderni su questa tematica si deve all’instancabile operato di Don Angelo Ascani, figura di spicco della vita intellettuale e religiosa locale nel secolo scorso. Nato nel 1909 e ordinato sacerdote nel 1931, Ascani ricoprì l’incarico di parroco in diverse zone del territorio prima di stabilirsi nella parrocchia di Santa Maria del Popolo e diventare canonico della Cattedrale. Accanto ai suoi doveri pastorali, egli svolse un’intensa attività didattica come docente di lingue classiche nel seminario diocesano e insegnante di religione nelle scuole cittadine.
A partire dagli anni quaranta, lo studioso avviò una vasta operazione di ricerca storiografica che si tradusse nella stesura di oltre trenta monografie specialistiche. L’intero patrimonio documentario da lui accumulato è oggi custodito e consultabile presso il fondo omonimo dell’Archivio Storico Diocesano, rappresentando una fonte imprescindibile per la comprensione delle dinamiche geopolitiche della vallata.

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