Busto di Giovanni Magherini restaurato grazie alla società Rionale San Giacomo

Busto di Giovanni Magherini restaurato grazie alla società Rionale San Giacomo Grazie all’investimento della Società Rionale San Giacomo è tornato al proprio splendore il busto di Giovanni Magherini Graziani collocato nell’omonima piazza del quartiere di Città di Castello. Con una cerimonia pubblica che si è tenuta sabato mattina alla presenza del discendente dello storico Simone Ferri Graziani, i lavori di restauro curati da Lucia Gustinelli sono stati presentati alla comunità attraverso la simbolica scopertura del manufatto.

All’iniziativa sono intervenuti l’assessore alle Politiche Scolastiche e all’Urbanistica Rossella Cestini, il presidente della Società Rionale San Giacomo Federico Fiorucci e don Andrea Czortek, che nell’incontro presso il ridotto del Teatro Comunale degli Illuminati ha illustrato la figura e le opere di Magherini Graziani.

“La cura e la valorizzazione delle testimonianze artistiche della nostra città è fondamentale per tenere viva la memoria del passato – ha sottolineato Cestini – attraverso la quale la nostra comunità può apprezzare oggi figure come quella di Magherini Graziani, che ha dato un contributo davvero straordinario alla ricostruzione della storia di Città di Castello”.

Nato a Figline Valdarno nel 1852, Giovanni Magherini Graziani fu uomo di profonda cultura, ricercatore e cultore delle memorie di Città di Castello, da lui considerata la sua seconda terra d’origine. Dopo il matrimonio con la contessa Maddalena Libri Graziani, dei conti Libri di Firenze e dei conti Graziani di Città di Castello dai quali acquisì titolo e cognome, pubblicò una “Storia artistica di Città di Castello” e  tra il 1890 e il 1900 diede alle stampe una “Storia di Città di Castello” in tre volumi.

Nel 1894 fece rappresentare al Teatro degli Illuminati una sua commedia dal titolo “Chi stuzzica il can che giace” e fu promotore della Società filarmonica e della Società operaia di mutuo soccorso di Città di Castello, prima della morte nel 1924. Come è stato spiegato nella cerimonia pubblica, i lavori di restauro del busto in bronzo e della pietra arenaria che lo circonda hanno rispettato la qualità dei materiali e il naturale processo di invecchiamento dovuto al trascorrere degli anni.

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