Umbertide Cambia, ci candidiamo a governare la città

L’ex sindaco, smentito però dal suo partito, non fa altro che sostenere quello che le opposizioni hanno sempre sottolineato

Umbertide Cambia
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Umbertide Cambia, ci candidiamo a governare la città

da Umbertide Cambia
UMBERTIDE – La disputa sullo stato di salute del bilancio comunale tra PD ed ex Sindaco Locchi, sempre del PD, decisamente ridicola se non riguardasse un aspetto fondamentale dell’amministrazione, rivela come non possano esserci ancora dubbi circa il fatto che l’unica via possibile per salvare la città fosse quella di staccare la spina e andare ad elezioni anticipate.

Parlando testualmente di un debito (che non è un “buco”, ma appunto indebitamento) pari a 15.000.000 di euro ereditato dalle precedenti amministrazioni l’ex sindaco, smentito però dal suo partito, non fa altro che sostenere quello che le opposizioni hanno sempre sottolineato in Consiglio comunale, ed egli stesso puntualmente negato: la pesante eredità finanziaria lasciata delle precedenti amministrazioni Giulietti.

Questo fardello, si è accorto solo ora Locchi, ha condizionato l’intera consiliatura impedendo di realizzare opere, progetti, azioni necessarie a dare una risposta concreta ai nuovi bisogni della comunità. E non ci consola il fatto che ancora il peso di questa zavorra sia pari, come “certifica” l’ex Sindaco, a 10.337.000 euro. In più restano da pagare per 30 anni quei 34.430 euro a copertura di quello che viene definito “risultato negativo da riaccertamento straordinario”, che tecnicamente diventa un disavanzo di amministrazione.

Ma non è solo questo il punto. Ci dica Locchi da cosa deriva questo indebitamento. Forse dalla realizzazione di opere come il recupero dell’ex magazzino tabacchi, incomprensibile, la bretella ferroviaria di Pierantonio, inutile, una parziale azione di ristrutturazione del centro storico, bella, costosa, ma priva di una reale efficacia, una operazione avventata e puramente commerciale costruita sulle aree industriali, onerosa per le imprese e priva di un progetto di sviluppo del settore produttivo locale.

Non abbiamo mai dato giudizi sul piano personale. Piuttosto abbiamo valutato con oggettività le situazioni e le scelte amministrative compiute nel tempo. Per questo diciamo che la ex maggioranza PD non è più in grado di amministrare la città e ci candidiamo ad un ruolo di governo. Non con presunzione, ma assumendoci una responsabilità istituzionale.

Un nuovo stile di governo

Intendiamo rappresentare una visione nuova della città e del territorio, un nuovo stile di governo che Umbertide cambia proporrà attraverso un programma condiviso con i cittadini ed una lista aperta alle competenze, alle esperienze, alle persone libere e responsabili che hanno a cuore Umbertide ed intendono dare il proprio contributo per costruire un futuro.

Le cose non fatte e da fare subito

Abbiamo già avanzato una prima concreta proposta di programma che sarà completata attraverso una partecipazione pubblica e che parte dalla attività prodotta in Consiglio Comunale da Umbertide cambia in questi quattro anni di costruttiva e seria opposizione, ricevendo tanti no dal PD. Appunto, le cose non fatte e da fare subito. Ad esempio.

Un diverso approccio sul tema della sicurezza, dell’ordine pubblico, della legalità: non bastano le telecamere, occorre una azione incisiva, costante, coordinata. Sul tema della Moschea: non si risolve con un protocollo d’intesa di natura religiosa, occorre fermare le bocce, capire l’impatto sociale e culturale dell’iniziativa, condividere con tutte le comunità straniere un serio patto di cittadinanza, da noi proposto e respinto dal PD.

Sul tema sociale e sanitario, dove occorre ripensare i servizi in funzione dei bisogni emergenti: un nuovo sistema per le cure palliative, un convinto sostegno dell’Istituto per anziani Balducci, il bonus famiglie per asili nido, il fondo per l’occupazione di fasce marginali, il diritto allo studio, il “Dopo di noi”, ma anche l’oggi sul tema della disabilità, partendo dal rilanciare una iniziativa economica, la ex serra, che avrebbe dovuto essere stata realizzata già dal 2012 con i soldi incassati dalla vendita dei lotti alla comunità musulmana.

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