Città di Castello, in archivio la 38esima mostra del tartufo bianco

La manifestazione ha confermato la centralità di Città di Castello nell’ambito degli eventi legati al tartufo

Città di Castello, in archivio la 38esima mostra del tartufo bianco

Città di Castello, in archivio la 38esima mostra del tartufo bianco

CITTA’ DI CASTELLO – Fornelli accesi fino al tramonto e shopping di eccellenze da tutta Italia per l’ultima giornata della 38 Mostra nazionale del Tartufo bianco di Città di Castello. “La manifestazione ha confermato la centralità di Città di Castello nell’ambito degli eventi legati al tartufo, grazie al concorso di tanti soggetti che hanno declinato in tema con degustazioni, approfondimenti sulla gestione di questo immenso patrimonio naturale e spettacolo, dato i cuochi, famosi come Giorgione, seguitissimo da visitatori, o esperti come nei laboratori Slow Food e nell’area del Consorzio del Vitellone bianco dell’Appennino Centrale” dichiarano il sindaco Luciano Bacchetta e in rappresentanza della Comunità Montana Alta Umbria Mauro Severini, congiuntamente con l’assessore al Turismo e Commercio Riccardo Carletti e il consigliere delegato alla promozione del tartufo Luigi Bartolini.
“Per sei giorni il centro storico tifernate ha offerto a turisti e visitatori una grande scelta di prodotti rappresentativi del territorio locale e delle tipicità nazionali, inserendosi in un discorso più ampio di promozione che ha accompagnato con manifestazioni di livello l’autunno tifernate e che si concluderà nel nome della tradizione con le fiere di San Florido, di cui presto avremmo modo di parlare. Anche quest’anno l’obiettivo di valorizzare l’immagine di Città di Castello come meta d’arte e del buon vivere è stato colto e dobbiamo lavorare perché, nel futuro, questo impegno sia ancora più efficace e aderente al gusto del pubblico.
Come organizzatori istituzionali, ci corre l’obbligo di ringraziare ogni soggetto intervenuto per l’energia profusa un’edizione particolarmente lunga ed impegnativa ma che ha animato il centro storico e richiamato sull’Umbria l’attenzione generale”. “Se dal punto di vista dei contenuti, l’elemento che ha fatto la differenza è stato il tartufo, che non è mancato ed anzi ha permesso agli operatori di fare buoni affari e di confermare questa terra come ad alta vocazione tatufigena, dal punto di vista logistico, prendiamo atto di una novità, che da tempo perseguivamo: l’estensione del perimetro ideale della mostra a tutto il centro storico.
La dislocazione delle strutture e delle iniziative enogastronomiche ha coinvolto in modo diretto e concreto anche Corso Vittorio Emanuele, complice la bellezza dei palazzi storici cittadini e una semplice ma efficacissima illuminotecnica, che ha legato in modo più coerente l’itinerario tra le due piazze, facendo della mostra un evento corale da cui nessun luogo notevole del centro storico è rimasto fuori. In queste ore in cui procedono le operazioni di smontaggio e gradualmente si ritorna alla normalità, rimane in agenda l’ipotesi di un progetto Città di Castello, il tartufo tutto l’anno, per incrementare gli appuntamenti dedicati nel corso dell’anno, portandoli almeno a tre, in concomitanza con le stagioni delle varie specie di tartufo. Insieme altre immagini guida, come il binomio, ormai affermato, del Rinascimento e della Contemporaneità, le eccellenze enogastronomiche sono uno dei livelli su cui vogliamo connotare all’esterno la città e che meglio si prestano a descrivere la nostra peculiarità rispetto all’Umbria e al Centro Italia”.
Il mercato. Terminata la 38° Mostra del Tartufo Bianco, il mercato settimanale riprenderà la sua storica collocazione e da sabato 4 novembre tornerà nel centro storico.
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