Umbertide, l’imprenditore suicida, la figlia, molti gli hanno voltato le spalle

Cordoglio e dolore per la scomparsa di Bartolini sono stati espressi

Umbertide, l’imprenditore suicida, la figlia, molti gli hanno voltato le spalle

Umbertide, l’imprenditore suicida, la figlia, molti gli hanno voltato le spalle

UMBERTIDE – Venerdì pomeriggio si sono svolti a Cristo Risorto i funerali di Gabriele Bartolini, l’imprenditore suicida. Si sono moltiplicati i commenti e la vicinanza a quella che è considerata una vittima della grave crisi economica che attanaglia il territorio. Non riusciva a pagare gli stipendi ai suoi operai, a causa della crisi e della banca che non gli faceva più credito. Non ha retto la pressione, forse la vergogna di fronte ai suoi dipendenti che avevano deciso di fare sciopero e così ha deciso di uccidersi.

«Molta gente ha parlato e parla senza sapere qual è la reale situazione bancaria di mio padre… alcuni enti gli hanno girato le spalle e aumentato la pressione verso di lui…. per noi è stato e resterà un grandissimo uomo».  E’ la figlia Gessica che, dalle pagine de «La Nazione» da voce alla famiglia di Gabriele Bartolini.

L’imprenditore Gabriele Bartolini, titolare della Coben, 30 dipendenti, e di altre aziende metalmeccaniche nella zona di Umbertide per un totale di 130 operai, si è impiccato giovedì 3 agosto all’interno dell’azienda che dirigeva. Avrebbe dovuto firmare un accordo con i sindacati, ma a quell’incontro non è mai arrivato: un collaboratore l’ha trovato morto, con una corda al collo. Sulla scrivania del suo ufficio un biglietto con scritto: “La banca non mi fa più credito e non so più come fare a pagare gli stipendi agli operai. Non ce la faccio più”. Sconvolti i dipendenti e i sindacalisti, che in questi giorni avevano trattato con l’imprenditore per arrivare a un accordo.

«Per quanto riguarda il presunto ritardo della paga – la famiglia ha qualcosa da dire -, non crediamo sia giusto scioperare per 3 giorni di ritardo. Bisogna ringraziare alcuni ‘enti’ –
aggiunge la figlia Gessica – che hanno alimentato le pressioni nei confronti di mio padre. Ora speriamo che alcuni si facciano un esame di coscienza perché non è stato giusto voltargli le spalle dopo tutto dopo tutto l’aiuto che lui aveva dato».

La moglie Antonella e i due figli Mauro e Gessica da giovedì sono piombati in un incubo e stanno vivendo ore difficilissime, rese ancora più dure dalla consapevolezza che lui era molto sotto
pressione nell’ultimo periodo.

Città sconvolta: Tante le reazioni alla morte di Bartolini. Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, che su Twitter ha commentato: “Cordoglio per l’imprenditore suicida a Umbertide. Dramma ripetuto troppe volte, non può essere lasciato solo chi dà o perde lavoro”.

Sotto choc anche il mondo sindacale: il sindacalista Fiom Cgil Maurizio Maurizi, che l’aveva incontrato la sera prima, ha raccontato che Bartolini era tranquillo e che in breve erano riusciti a trovare un’intesa dicendo che aveva la possibilità di pagare circa metà degli stipendi.

Cordoglio e dolore per la scomparsa di Bartolini sono stati espressi dal sindaco di Umbertide, Marco Locchi. Dal primo cittadino anche preoccupazione per il futuro dell’azienda e dei lavoratori, anche perchè l’impresa aveva sottoscritto contratti importanti.

Il commento del sindaco di Spello, Moreno Landrini: L’ennesimo suicidio di un imprenditore colpevole di voler mantenere in vita la propria azienda e relativi posti di lavoro. Si chiamava Bartolini Gabriele e per quanto ne so io era considerato da tutti una brava persona. Si è ucciso forse perché come tutti gli imprenditori si è sentito solo ad affrontare problemi che lo stato a volte ignora. La burocrazia sempre più puntuale ed invasiva è diventata il vero sicario dell’economia. Chi ha crediti con lo stato non può compensarli con gli eventuali debiti derivanti dal mancato versamento dell’ iva od altre tasse statali . Ed a volte questa dicotomia porta al fallimento di centinaia di aziende, con costi sociali per lo stato esponenziali rispetto agli introiti . Quindi un stato meno burocrate e più comprensivo nel suo stesso interesse, perché quando muore un’ azienda muore anche una parte di economia del nostro paese. Quindi tutta la mia vicinanza alla famiglia di Gabriele che deve essere ricordato da tutti noi come un eroe del nostro tempo.

Il consigliere regionale: L’ennesimo suicidio di un imprenditore colpevole di voler mantenere in vita la propria azienda e relativi posti di lavoro. Si chiamava Bartolini Gabriele e per quanto ne so io era considerato da tutti una brava persona. Si è ucciso forse perché come tutti gli imprenditori si è sentito solo ad affrontare problemi che lo stato a volte ignora. La burocrazia sempre più puntuale ed invasiva è diventata il vero sicario dell’economia. Chi ha crediti con lo stato non può compensarli con gli eventuali debiti derivanti dal mancato versamento dell’ iva od altre tasse statali . Ed a volte questa dicotomia porta al fallimento di centinaia di aziende, con costi sociali per lo stato esponenziali rispetto agli introiti . Quindi un stato meno burocrate e più comprensivo nel suo stesso interesse, perché quando muore un’ azienda muore anche una parte di economia del nostro paese. Quindi tutta la mia vicinanza alla famiglia di Gabriele che deve essere ricordato da tutti noi come un eroe del nostro tempo.

Print Friendly, PDF & Email

1 Commento

  1. E’ giusto che ogni persona sia retribuita per il lavoro svolto,ma è anche vero che a volte bisogna mettersi anche nei panni degli altri,non è possibile continuare a puntare il dito contro gli imprenditori,che sono sempre soggetti al rischio d’impresa,l’operaio è sempre tutelato in un modo o nell’altro (con il fallimento dell’azienda o con il fondo di garanzia) avrebbero comunque ricevuto il dovuto,ma l’imprenditore chi lo tutela? In questo caso è ancora più folle perchè non aveva problemi di commesse (che avrebbero garantito il lavoro a tutti gli operai),ma aveva problemi con l’accesso ai fondi per gli investimenti necessari?Perchè nessuno e sceso in piazza (operai e sindacati) al suo fianco al fine di tutelare il loro lavoro? Perchè le banche danno i soldi sempre ai Soliti…..,?Perchè lo Stato non prevede un aiuto in queste situazioni.Perchè i sindacati e gli operai non sono scesi in piazza al suo fianco contro le banche strozzine? Forse oggi è il caso che il nemico diventi un altro e non l’impreditore!

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*