Otto marzo a Città di Castello, Bassini: “Giornata lunga e partecipata”

Per un giorno le donne sono state in primo piano nella vita pubblica e sociale di Città di Castello

Otto marzo a Città di Castello, Bassini: “Giornata lunga e partecipata”

Otto marzo a Città di Castello, Bassini: “Giornata lunga e partecipata” CITTA’ DI CASTELLO – “Per un giorno le donne sono state in primo piano nella vita pubblica e sociale di Città di Castello” dichiara l’assessore alle Pari Opportunità tifernate, Luciana Bassini, commentando la partecipazione riscontrata alle varie iniziative connesse all’Otto Marzo, che nella giornata di ieri, occupavano praticamente ogni fascia oraria. Dalla mattina con l’inaugurazione delle rotonde di vie delle scienziate, al pomeriggio con le visite guidate e gratuite per le donne alla Pinacoteca comunale su iniziativa del Poliedro, fino all’incontro sul voto alle donne, organizzato dall’Anpi, a cui era presente la partigiana Mirella Alloisio e la nonnina dei record Luisa Zappitelli, che ha parlato della sua esperienza lunga 104 anni.

Infine, in serata, il momento conviviale, promosso dal Club 8.3, a cui hanno aderito oltre cento persone. Il programma della Giornata internazionale della donna in realtà era cominciato venerdì nella Sala degli Specchi con un recital molto applaudito e basato sulle poesie di Alessandra Fagugli” precisa l’assessore Bassini “abbiamo articolato le iniziative coprendo varie sensibilità perché ogni tifernate potesse trovare una chiave, un motivo, un’amica per partecipare. Leggo tanta voglia di archiviare questa ricorrenza, un vento revisionista nell’ondata più ampia di populismo e tradizionalismo che sta investendo l’Europa.

La grande partecipazione all’Otto Marzo di Città di Castello, però, ci dimostra il contrario, testimonia di una difficoltà delle donne a riconoscersi nelle opportunità e nelle forme che la società prospetta, la convinzione che ci sia molta strada da fare prima che il terreno di genere sia livellato e si possa rinunciare a quei meccanismi di promozione, come le quote rose, che mirano a riequilibrare un rapporto di numeri e di influenza storicamente penalizzante per le donne. Mi conforta che su questo punto non siamo sole: i molti uomini che non sono rimasti a casa ma hanno scelto di essere presenti all’Otto Marzo, dimostrano che il protagonismo femminile non sempre è avvertito come un’invasione di campo o una concessione benevola ma per il reale apporto ad una società più giusta, più accogliente e meno diseguale”.

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