Città di Castello, la maggioranza approva il rendiconto di bilancio 2017

Con un avanzo di circa 200mila euro

Approvato il bilancio 2017 del comune di Città di Castello

Città di Castello, la maggioranza approva il rendiconto di bilancio 2017 
Approvato con 15 voti favorevoli (Pd, Psi, La Sinistra) e 9 contrari (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle, Lega Nord, Tiferno Insieme e Castello Cambia) il bilancio consuntivo del 2016. Michele Bettarelli, vicesindaco e assessore al Bilancio, ha illustrato in sintesi il rendiconto, “a partire dall’avanzo di circa 200mila euro. Tale risultato è legato a circostanze specifiche del 2017, difficilmente ripetibile e in parte legato alla razionalizzazione della spesa. Il rendiconto è dunque positivo ma non deve lasciare spazio ad un eccessivo entusiasmo.

L’esercizio corrente è improntato ad ulteriori miglioramenti per centrale gli obiettivi di finanzia pubblica senza toccare i servizi. L’indebitamento è al di sotto dei limiti delle norme così come gli altri indici. L’accostamento per debiti dubbi è stato superiore a quello previsto, secondo il principio di precauzione. Il bilancio 2016 è in grande salute”. Il consigliere di Castello Cambia Emanuela Arcaleni ha commentato che “gli allegati, di difficile lettura, sono obblighi di legge, manca una lettura politica. Il Dup prevedeva alcuni obiettivi: Per l’Ufficio Tecnico tempi certi di risposta per le istanze urbanistico edilizie, attività di vigilanza per abusivismo. Il progetto intersettoriale per la qualità dei servizi e Carta dei servizi sono stati portati a termine?

La prosecuzione del progetto Costituzione ai diciottenni o delle Consulte di settore? Database complessivo del comune? Il consiglio aveva approvato un piano di razionalizzazione delle partecipate con modalità e tempi, è stato realizzato. L’impressione è che in questo rendiconto non ci sia la reale volontà di comprendere, oltre i fenomeni finanziari importanti, le attività della gestione che interessano i singoli cittadini. Sfido chiunque a capire senza una lettura politica della documentazione. Non c’è stato un sforzo di fornire un quadro complessivo e rispondere a quanto chiede l’articolo del Testo Unico degli enti locali”. Massimo Minciotti, consigliere del Pd e presidente della Commissione Programmazione, si è detto in disaccordo con Arcaleni: “Queste domande poteva porle nella commissione Bilancio. Nel merito sono soddisfatto, sia io che il mio partito, dei risultati ottenuti, che non riguardano solo l’avanzo ma anche la razionalizzazione della spesa per 900mila euro e una diminuzione dei debiti per un milione di euro.

E’ difficile tenere in equilibrio gli indici, mantenendo i servizi. Il recupero crediti è il punto basilare. Gli sgravi alle imprese del Movimento Cinque stelle vanno bene ma devono compensare le minori entrate altrimenti si rischia il default”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ha detto che “L’obiettivo del comune non è fare cassa ma il bene comune. Attuare sgravi fiscali non è un’idea dei Cinque stelle ma dettata dal buon senso, un dovere verso i cittadini”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani ha invece convenuto con Arcaleni: “I nuovi criteri complicano la comprensione del bilancio e le capacità di controllo del consiglio sono di fatto diminuiti. Ora gli emendamenti sono praticamente impossibili.

La minoranza non ha partecipato alla costruzione del bilancio e la esenta dal doverlo approvare. L’avanzo di cui si vanta la Giunta non è una virtuosità ma fondi vincolati a poste di bilancio non spese. Nel bilancio elettorale del 2016 avete speso tutto il possibile. Quanto agli scostamenti da previsioni iniziali, le spese corrente sono di 36milioni e un risultato di 40milioni. E’ aumentata in un esercizio elettorale. Anche le spese in conto capitale sono aumentate di un milione ma questo può essere positivo perché riconducibile agli investimenti”. Il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Tofanelli ha precisato che “ad ogni tifernate che compie 18 anni viene regalata una copia della costituzione e stiamo compiendo un percorso di conoscenza dei meccanismi del consiglio nelle scuole”.

Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha annunciato voto contrario “perché questo bilancio nulla ha apportato di positivo alla città. Gestisce l’esistente e sistema i conti nella navigazione a vista della maggioranza. Non ha portato più occupazione, più aziende, benefici collettivi, meno tasse, più prospettive per il futuro. E’ un mero conteggio numerico che lascia tale e quale la situazione. E’ così stirato che i revisori hanno dovuto porre delle questioni: non è stato effettuato accantonamento per oneri del contenzioso aperto o per i disavanzi delle partecipate, come Tela Umbra (- 5mila euro circa). Avete chiesto al dirigente di far quadrare i conti o siete stati come un buon padre di famiglia?

E’ possibile che non avete nessun debito verso terzi?”. “Delle sollecitazioni di Arcaleni condivido solo quello sulle Consulte” ha detto il consigliere del Pd Luciano Tavernelli “complessivamente le previsioni sono state rispettate. Sette milioni in meno dello Stato sono stati coperti con risorse proprie, salvaguardando i servizi, gli investimenti (scuole antisismiche ad esempio). Bisogna guardare la prospettiva del rendiconto triennale e di legislatura. I bilanci si fanno a norma di legge. Abbiamo sperimentato l’armonizzazione. Pensa che il nostro sia falso?”. Nella replica Bettarelli ha precisato che “i documenti erano a disposizione da venti giorni. La commissione era il luogo giusto per ogni chiarimento. Negli allegati una tabella dettagliata rende conto dei punti chiesti da Arcaleni e Lignani. Per la parte politica, le promesse sono state mantenute. E’ un’evidenza di questa Amministrazione, che i cittadini toccano con mano. Nel 2016 avevamo maggiori fondi straordinari che nel 2017 non abbiamo”. Nelle dichiarazioni di voto Arcaleni ha detto di non essere stata convocata alla commissione e che “la comunicazione del deposito in visione è del 28 di aprile. Votiamo no”.

Giovanni Procelli, capogruppo de La Sinistra, si è detto invece favorevole: “Non mi sono piaciute le allusioni ai bilanci accomodati. Non si trovano argomenti per parlare male di questo bilancio, che è sano”. “Per Tiferno Insieme il voto è negativo “ ha detto il capogruppo Nicola Morini “siamo un disaccordo con la gestione generale. Nel bilancio semplificato, fornito ai consiglieri, forse dovreste spiegare cosa è stato fatto e cosa no”.

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