Città di Castello, Giornata Mondiale dell’igiene delle mani

L'USL Umbria 1 aderisce alla giornata internazionale promossa dall'Oms

Città di Castello, Giornata Mondiale dell'igiene delle mani

Città di Castello, Giornata Mondiale dell’igiene delle mani
CITTA’ DI CASTELLO – Lavarsi bene le mani salva la vita. All’Ospedale di Città di Castello si è tenuta questa mattina una iniziativa di formazione dedicata alla pulizia delle mani. L’USL Umbria 1 ha aderito all’iniziativa “SAVE LIVES: Clean Your Hands” promossa e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la Giornata Mondiale dell’igiene delle mani, un appuntamento annuale che si ripete dal 2010 per ribadire il ruolo chiave dell’igiene delle mani, riconosciuta come una delle pratiche centrali per proteggersi dalla trasmissione di infezioni.

La data del 5 Maggio, cioè il quinto giorno del quinto mese dell’anno, è stata scelta per ricordare i 5 momenti fondamentali per una corretta igiene delle mani nelle attività sanitarie e assistenziali ed anche perché 5 sono le dita della mano. Tutte le persone che agiscono in ospedale (operatori, pazienti, parenti, volontari, visitatori…) sono esposte al rischio di contrarre e diffondere infezioni. Allo stesso modo tutti hanno la possibilità di contribuire attivamente alla soluzione del problema partendo dalle proprie mani, seguendo correttamente alcune semplici quanto importanti indicazioni: lavarsi sempre con cura le mani con acqua e sapone o utilizzando il gel antisettico.

È ben documentato che, quando nelle strutture sanitarie l’adesione alla corretta igiene delle mani è elevata, si riduce il rischio di infezioni correlate all’assistenza. In modo particolare, si riducono le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, che rappresentano un grave rischio per la salute e uno dei maggiori problemi di salute pubblica.

Per questo motivo L’USL Umbria 1 ha organizzato questa iniziativa di formazione e di rinforzo su tutte le procedure standard per ricordare i passaggi essenziali da rispettare. La giornata dal titolo “Le precauzioni standard ed aggiuntive come cardine della prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria” ha avuto lo scopo di migliorare l’adesione di tutti gli operatori sanitari all’igiene delle mani e più in generale a tutte le precauzioni utili nella lotta alle infezioni ospedaliere. Sono intervenute le dottoresse Gioia Calagreti che ha spiegato come conoscere e contrastare le infezioni correlate all’assistenza, Bergith Fischer su falsi miti dell’igiene ospedaliera e uso dei disinfettanti antisettici, Franca Gasparri sulle precauzioni standard, e poi Elisa Staccini, Lucia Puletti, Chiara Mearelli e Patrizia Selleri.

L’igiene delle mani è fondamentale per la prevenzione delle infezioni. Ci sono evidenze che circa il 15-30% delle infezioni associate alle pratiche assistenziali possono essere prevenute con una accurata igiene delle mani. Durante l’attività di assistenza, se non si adottano opportune misure igieniche, c’è il rischio infatti di diffondere le infezioni tra malati, da malato a sano, da sano a malato: è quindi opportuno conoscere le più comuni modalità di contaminazione e mettere in atto le opportune misure igieniche. Gli operatori sanitari devono seguire specifiche procedure, per l’applicazione delle quali sono formati. Ma anche i malati, o chiunque fornisca loro assistenza, dovrebbe conoscerle e metterle in pratica.

Alcuni dati molto interessanti per l’Europa. Secondo i dati dell’European Centre for Disease Prevention and

Control, in Europa sono oltre 4 milioni i pazienti che contraggono ogni anno un’infezione correlata all’assistenza (Ica), circa il 7% dei ricoveri ospedalieri. Il numero di decessi, come conseguenza diretta di queste infezioni, è di almeno 37mila l’anno. Si tratta tuttavia di un problema che può essere in molti casi prevenuto con la progressiva diffusione di pratiche sicure: circa il 20-30% delle infezioni nosocomiali  infatti sono considerate prevenibili da programmi di igiene e di controllo intensivo. Il lavaggio attento delle mani nelle strutture ospedaliere infatti, oltre a essere un indicatore della qualità dei sistemi sanitari, riduce il rischio di infezioni correlate all’assistenza, in particolare diminuisce le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, che rappresentano un grave rischio per la salute.

Secondo l’Oms, il lavaggio attento delle mani negli ospedali, oltre ad essere un indicatore della qualità dei sistemi sanitari, è uno scudo contro la diffusione delle micidiali infezioni ospedaliere.

Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità ricordano che sono 5 i momenti fondamentali nell’assistenza al paziente in cui è necessaria un’igiene delle mani molto attenta: prima di toccare il paziente; prima di iniziare qualsiasi procedura; dopo aver toccato sacche o altri contenitori con i fluidi del corpo; dopo essere venuti in contatto con il soggetto e, infine, anche quando si è stati solo vicino al letto del paziente.

Come si trasmettono le infezioni

La trasmissione segue 3 fasi: i germi presenti sulla cute del malato o su oggetti nelle immediate vicinanze del malato stesso si trasferiscono alle mani di chi li assiste e degli operatori sanitari, dove sopravvivono per qualche minuto; gli assistenti e gli operatori sanitari non eseguono un corretto lavaggio o la disinfezione delle mani; gli assistenti e gli operatori toccano un altro malato o un oggetto che verrà in contatto diretto con il malato. Sono diversi i momenti o gli oggetti che danno origine a una contaminazione: la medicazione di una ferita; le manovre sui cateteri inseriti nei vasi sanguigni e sui cateteri urinari; le manovre sulle vie respiratorie; il contatto con le secrezioni dei pazienti; gli indumenti e la biancheria del letto; i mobili vicino al letto e altri oggetti nelle immediate vicinanze del malato; i lavandini e in particolare le manopole dei rubinetti.

Ecco le principali tecniche di lavaggio

L’igiene delle mani può essere fatta con modalità e prodotti diversi a seconda della mansione che si deve svolgere. Le principali tecniche che riguardano chiunque sia a contatto con un malato sono:

Lavaggio sociale o igienico. Ha lo scopo di eliminare lo sporco visibile e rimuovere i germi patogeni, con l’aiuto di acqua e sapone detergente, possibilmente liquido. È necessario lavare le mani quando sono visibilmente sporche (sangue o altri liquidi biologici), dopo l’uso dei servizi igienici, prima di manipolare farmaci e prima di preparare o servire alimenti. Il lavaggio sociale deve durare dai 40 ai 60 secondi. Per l’esecuzione corretta occorre aprire il rubinetto con la mano, il gomito o il piede, bagnare uniformemente le mani e i polsi con acqua tiepida, applicare una dose di sapone sul palmo della mano e insaponare uniformemente mani e polsi con sapone liquido detergente in dispenser: dopo aver insaponato le mani per almeno 15 secondi sciacquare abbondantemente, asciugare con asciugamani monouso in tela o carta assorbente fino a eliminare l’umidità residua chiudere il rubinetto dell’acqua con il gomito, oppure se è manuale con un lembo dell’asciugamano.

Lavaggio antisettico. Ha lo scopo di eliminare i germi patogeni presenti sulle mani, attraverso l’uso di acqua e detergenti contenenti un agente antisettico; i più utilizzati sono clorexidina gluconato, iodofori e triclosan. Anche questo tipo di lavaggio è adatto prima di manipolare farmaci o preparare il cibo e deve durare dai 40 ai 60 secondi.

Frizione alcolica. Ha lo scopo di eliminare i germi patogeni, attraverso l’utilizzo di soluzioni al 60-80% di alcol, associato a sostanze emollienti e umidificanti, in grado di proteggere la cute delle mani. I prodotti possono essere in gel, liquidi o in schiuma e non vanno usati su cute lesa o ferite e in presenza di fiamme. Per eseguire la frizione alcolica non serve l’acqua, non occorre che ci sia un lavandino e non occorre carta per asciugarsi le mani. La frizione è indicata nelle seguenti situazioni: prima e dopo il contatto diretto con il malato; dopo la rimozione dei guanti non sterili; dopo il contatto con liquidi e secrezioni corporee, mucose o cute non integra o in caso di medicazione delle ferite e quando, assistendo lo stesso malato, si passa da una sede del corpo contaminata a una pulita dopo contatto con oggetti nell’immediata vicinanza del malato. La frizione deve durare complessivamente 30-40 secondi, fino a completa asciugatura. In alternativa alla frizione con soluzione idroalcolica si possono lavare le mani con acqua e sapone antisettico. Va però evitato l’uso contemporaneo di frizioni a base alcolica e sapone antisettico.

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